Condanna a tre anni di carcere per Patrick Zaki

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Dopo infiniti rinvii, Patrick Zaki è stato condannato a tre anni di carcere. Inizialmente libero dal dicembre 2021, dopo aver scontato 22 mesi, l’egiziano, da qualche mese laureato in studi di genere all’Università di Bologna, deve tornare in carcere per scontare altri 14 mesi.

La condanna dell’egiziono, studente ora laureato all’Università di Bologna, è stata pronunciata dal giudice monocratico di una corte per la sicurezza dello Stato, nel palazzo di Giustizia di Mansura, città natale di Zaki.

La vicenda

Il 32enne fu fermato il 7 febbraio 2020 (con formalizzazione dell’arresto il giorno dopo) all’aeroporto del Cairo mentre rientrava in Egitto per una vacanza.
L’accusa ‘diffusione di notizie false dentro e fuori il Paese’ al centro del processo, ricorda Ansa, si basa su alcuni articoli che Zaki, cristiano, scrisse nel 2019, tra cui uno sulla condizione dei cristiani copti in Egitto.

Durante il periodo pre-processuale, tra il febbraio 2020 e il settembre 2021, Zaki aveva subito lo stillicidio di ben 18 udienze in cui furono decisi prolungamenti della sua custodia cautelare passata quasi tutta nel carcere di Tora al Cairo, dopo meno di un mese trascorso nelle celle di due commissariati e di una prigione di Mansura.

Odg chiede intervento politico

“La condanna di Patrick Zaki è una condanna per chiunque abbia a cuore la libertà d’espressione. La magistratura egiziana ha cancellato con questa sentenza il diritto d’opinione”. E’ il commento con cui il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti ha espresso la sua preoccupazione per la condanna di Zaki. Chiedendo al Governo italiano, con un documento approvato all’unanimità, di “intensificare le iniziative diplomatiche a favore della sua libertà, come già fatto in precedenza per altri casi”.

Decine di città italiane hanno concesso la cittadinanza onoraria allo studente egiziano; la Camera dei Deputati aveva approvato la mozione per conferirgli la cittadinanza italiana; solo pochi giorni fa Patrick Zaki si è laureato all’Università di Bologna con una tesi su giornalismo, media e impegno pubblico.
Il Consiglio Nazionale dei Giornalisti – conclude il documento – sosterrà ogni iniziativa a favore del rispetto del diritto d’espressione, diritto fondamentale per ogni sistema democratico.