Feltrinelli lancia il nuovo marchio Gramma

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Direttore editoriale Giuseppe Russo.
Primi titoli attesi per la primavera del 2024

Feltrinelli amplia i suoi marchi. Dal primo settembre nasce Gramma, nuovo imprint del polo editoriale che riunisce Giangiacomo Feltrinelli Editore, Gribaudo, SEM, Apogeo, Crocetti, Marsilio, Marsilio Arte, Sonzogno.

A Russo la direzione di Gramma

La direzione è affidata a Giuseppe Russo, che approda in Feltrinelli dopo una lunga esperienza, dal 2000 al 2023, in Neri Pozza, come direttore editoriale, e in precedenza negli anni Novanta come vice di Mario Spagnol nel Gruppo Longanesi.
A Neri Pozza la direzione editoriale va ad interim a Sabine Schultz, da 12 anni senior editor per la narrativa straniera.
Con Russo, in Gramma Roberto Cotroneo come editor di narrativa italiana, Marcella Marini editor di narrativa straniera e Daniela Pagani responsabile comunicazione.

Gramma pubblicherà circa trenta libri all’anno – i primi titoli sono attesi per la primavera del 2024 – che spazieranno dalla fiction alla non-fiction narrativa, dai saggi ai memoir, dalla letteratura di viaggio alla riscoperta dei classici.
Gianluca Foglia, capo del polo editoriale di Feltrinelli, ha definito la nascita di Gramma come “un importante tassello della nostra strategia che punta sulla narrativa letteraria e sulla saggistica di qualità”.

Omaggio alla “potenza della scrittura”

Il nome Gramma, ha spiegato Russo, vuole essere “un omaggio alla potenza della scrittura, la cui invenzione è, secondo Benveniste, un “atto fondatore” della nostra civiltà, attraverso il quale la lingua cessa di essere un semplice strumento di comunicazione e diventa un potente mezzo di riflessione, immaginazione e invenzione. Gramma nasce per dare voce alla scrittura così fatta, lontana dunque dal frastuono della comunicazione odierna, dagli infiniti messaggi da cui siamo quotidianamente bombardati. Cercherà, perciò, di pubblicare i libri in cui si annunciano i diversi mondi nuovi della riflessione, dell’immaginazione e dell’invenzione che emergono nella nostra contemporaneità e, a un tempo, le opere che, dal passato, ci parlano ancora”.