Caso Santanchè: avviso su inchiesta notificato a Milano il 17 luglio

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La richiesta di proproga datata 31 marzo

La richiesta di proroga delle indagini, ossia l’atto che ‘avvisa’ il destinatario che è sotto inchiesta è arrivata. La ministra del turismo Daniela Santanchè lo ha ricevuto via posta all’indirizzo della sua abitazione milanese alle 11.40 del 17 luglio.
Secondo quanto verificato dall’Ansa, a ritirare la busta con dentro la richiesta firmata dal pm Maria Gravina e dall’aggiunto Laura Pedio, è stata una persone definita “addetta alla casa” e alla gestione delle incombenze quotidiane.

Gli altri indagati

Nell’indagine della Procura di Milano con al centro Visibilia, il gruppo fondato dalla senatrice di Fdi e del quale è rimasta come amministratrice e socio di maggioranza fino all’anno scorso, la richiesta di proroga, due pagine in tutto, è stata recapitato a due ex amministratori che figurano tra i sei indagati, parlamentare compresa, per bancarotta e falso in bilancio: l’11 luglio a Davide Mantegazza e due giorni dopo, il 13 luglio, a Massimo Gabelli.

Oltre ai loro nomi nell’istanza con cui la Procura chiede ancora tempo per gli accertamenti, ci sono anche quelli del compagno e della sorella di Santanchè, Dimitri Kunz e Fiorella Garnero, e di Massimo Cipriani. Tutti hanno avuto un ruolo come amministratori del gruppo in dissesto, che ha aperto ancora due procedure relative ad altrettante società davanti al Tribunale Fallimentare.

L’atto con cui la parlamentare è stata avvertita che sono in corso indagini a suo carico e alla cui istanza di proroga, tramite i suoi legali, si può opporre – lo stesso possono fare gli altri indagati – è stato inoltrato all’ufficio gip lo scorso 31 marzo e da lì trasmesso il 23 giugno successivo agli ufficiali giudiziari per la notifica con le vie ordinarie, in quanto nessuno risultava avesse nominato un difensore presso cui eleggere domicilio. Non appena il giudice per le indagini preliminari avrà sul suo tavolo le ricevute dell’avvenuta consegna della richiesta a tutti i destinatari, salvo appunto eventuali opposizioni, deciderà se concedere la proroga.

Nuovo filone

Intanto, segnala ancora Ansa, la magistratura milanese ha aperto un altro fronte, con una inchiesta per ora conoscitiva, in seguito alla deposizione, che risale a circa un mese fa, di Federica Bottiglione, allora dirigente di Visibilia Editore. Durante la sua audizione la donna ha raccontato anche di aver continuato a lavorare nel periodo del Covid in cui era ufficialmente in cassa integrazione a zero ore, fornendo così un particolare che ha portato a un fascicolo autonomo, ancora senza titolo di reato e senza indagati, ma collegato a quello principale.
La ex dipendente con il ruolo di investor relator officer, ossia delegata di redigere e gestire le comunicazioni al mercato della società quotata sia in Borsa che alla Consob, durante la sua deposizione ha spiegato ai pm di essere stata messa in Cig da marzo 2020 a novembre 2021 e di aver percepito quindi i contributi Inps, nonostante in quell’arco di tempo non avesse mai sospeso il lavoro che svolgeva per l’azienda.

Infine si è in attesa del responso dell’Agenzia delle Entrate sulla proposta avanzata da Visibilia srl in liquidazione di saldare i debiti con il fisco versando 1 milione 200 mila euro spalmati in 10 anni.
Proposta che, qualora fosse accolta, potrebbe portare a chiudere il capitolo fallimentare e alleggerire la posizione della ministra e degli altri indagati.