Juventus, cent’anni di ‘Agnellitudine’ su Stampa e Tuttosport

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Uno specialone del quotidiano di Vaciago al sabato, una lunga intervista di John Elkann a La Stampa alla domenica per ricordare il centenario di un sodalizio che ha segnato la storia del calcio, italiano e internazionale

Solo la Juventus ha una proprietà secolare. In prima pagina stamane (domenica 23 luglio) su La Stampa, al centro, c’è una bella foto di Gianni Agnelli, attorniato dai giocatori bianconeri a Villar Perosa con la Juve anni Settanta e Ottanta dei Furino, Spinosi, Longobucco, Viola, che univa l’Italia con una formazione di talenti nazionali ‘operai’.

Ieri, invece, sabato 22 luglio, a celebrare il centenario della proprietà Agnelli della Juventus è stato un numero del quotidiano interamente dedicato. L’Avvocato quindi campeggia nel giornale diretto da Massimo Giannini, mentre il quotidiano diretto da Guido Vaciago il giorno prima metteva in copertina, oltre a Giovanni, anche Edoardo, Umberto e Andrea.

Dentro lo ‘specialone’ del quotidiano c’era tutta la lunga storia “d’amore” tra la famiglia Agnelli e la Juventus, iniziata con la scelta di Eduardo il 24 luglio del 1923.

Tra i contenuti tre interviste ad Andrea a partire da quella del dicembre 2010, in avvio del decennio contrassegnato dalla vittoria di nove scudetti e tanti trofei, con due finali sfortunate in Champions League ed una overview sui top player della squadra più amati.

La Stampa, invece, punta su una lunga intervista di Paolo Griseri a John Elkann, intitolata “Una passione di famiglia”, in cui il capo di Exor lancia un messaggio positivo al popolo bianconero, proiettando il club verso un futuro in linea con il marchio di fabbrica e la tradizione. “Come diceva mio nonno – dice Elkann – Juventus vuol dire gioventù. Gioventù vuol dire essere proiettati verso il futuro. Il suo passato è ricco di gloria, ma con il nome che porta è al futuro che si deve guardare”.

 Dice ancora l’ad di Exor: «C’è un doppio filo di continuità che unisce la nostra famiglia alla Juventus dal 24 luglio del 1923 a oggi: un amore viscerale, perché legato a momenti di vita in famiglia e a ricordi indelebili. E poi la responsabilità di costruire il futuro innovando e adattandosi ai tempi”.

Competitivi, ma con umiltà e realismo

Che non vuol dire abbassare il livello dell’impegno della famiglia e la competitività della squadra. “Noi – risponde il presidente di Stellantis sul tema – abbiamo scelto di essere competitivi in tutti i mestieri in cui siamo impegnati.Cerchiamo di farlo con umiltà e senso di realismo. In qualunque contesto, imprenditoriale o sportivo, dove c’è fiera competizione, la sfida va affrontata con coraggio e determinazione. Questa è la responsabilità che noi sentiamo e che permette di durare nel tempo». Cosa è la Juventus per gli Agnelli? «Anzitutto una passione della nostra famiglia. Siamo prima di tutto dei tifosi. Ci sono squadre di calcio che sono legate ad un’azienda, ne sono storicamente l’emanazione, come è stata il Psv Eindhoven con la società olandese Philips. La Juventus no. Non è mai stata l’emanazione di una società come la Fiat. È sempre stata la squadra di una famiglia, non di un’azienda».

Non c’è complotto che tenga

C’è un complotto antijuventino? Elkann smentisce ma sottolinea: «C’è chi pensa che la Juventus sia il problema. Al contrario, la Juventus è parte della soluzione. La Juve è stata storicamente l’ossatura del calcio italiano, ne è parte integrante. Ha dato la struttura alle nazionali che hanno vinto i titoli mondiali. E sul piano economico con le operazioni di mercato ha speso mezzo miliardo di euro negli ultimi anni per acquistare giocatori in Italia, contribuendo in modo significativo a sostenere i bilanci delle squadre di serie A e serie minori. Siamo sempre stati una forza positiva per il calcio italiano e vogliamo continuare ad esserlo, rimanendo aperti al dialogo e alla collaborazione con le istituzioni».

Il momento particolarmente critico per la storia bianconera? «Ne abbiamo passati di momenti critici e li abbiamo sempre affrontati, e ne siamo usciti con la testa alta. Ne usciremo anche adesso e il tempo darà ragione delle nostre scelte. Non è la prima volta che ci capita”.

La Premier League è la vera Super Lega

Argomento strettamente correlato quello della Super Lega. L’intervistato invita ad un’analisi più puntuale della situazione. «Il problema è sotto gli occhi di tutti: la Super Lega c’è già, si chiama Premier League, il campionato inglese. Gli altri campionati nazionali mostrano una deriva ormai evidente: i giocatori più bravi vanno a giocare in Inghilterra, finendo per impoverire le competizioni locali. Come rispondiamo a questa sfida? Questa è la questione. Non è una questione che riguarda la Juve. È un problema che riguarda tutto il calcio europeo». C’è discontinuità tra la Juventus di oggi e quella di suo cugino Andrea? «Assolutamente no. Al contrario esiste una chiara continuità tra le origini e oggi: una linea ininterrotta, fatta di innovazione, tenacia e soprattutto di emozioni impagabili che ci rendono felici di essere bianconeri».