Mattarella: i giornalisti testimoni di verità. Tutelare informazione libera e indipendente

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Cerimonia del Ventaglio al Quirinale. Tra i temi anche quello attualissimo della riforma della giustizia, e del rapporto tra istituzioni e magistratura

“Il bene dell’informazione è legato alla libertà”. E’ uno dei passaggi dedicati al mondo dell’informazione contenuti nel discorso che il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha tenuto durante la tradizionale cerimonia di consegna del ‘Ventaglio‘ con l’Associzione Stampa Parlamentare.

All’incontro oltra ad Adalberto Signore, presidente Asp, erano presenti i componenti del Consiglio direttivo, aderenti all’Associazione e i giornalisti accreditati al Quirinale. Ma anche direttori di testate televisive, radiofoniche, di quotidiani, di agenzie di stampa e i responsabili della Federazione Nazionale della Stampa e dell’Ordine dei Giornalisti.

“Illuminare le zone d’ombra”

“La democrazia si nutre della libertà di parola e di espressione”, ha detto ancora Mattarella, citando Roosvelt.

“Finché l’informazione era veicolata attraverso la carta stampata, fondamentale, per potervi accedere, era l’alfabetizzazione dei cittadini. Con la radio e la tv l’accento si è spostato sulla capacità critica con cui valutare il panorama informativo offerto. Oggi, nell’epoca del web e dei Social, i due aspetti coincidono.
Vi è infatti più che mai, a fronte di un’abbondanza di mezzi di diffusione – alla quale, per la verità, non corrisponde obbligatoriamente una pluralità di contenuti – l’esigenza di una ‘alfabetizzazione’ digitale e quello della crescita di una capacità critica rispetto all’offerta, per non essere in uno scenario che veda la propaganda sostituirsi ai fatti”.
“I giornalisti sono questo: testimoni di verità, spesso a prezzi molto alti”ha continuato, rivolgendo poi un pensiero “ai molti inviati uccisi nella guerra in Ucraina”

“All’informazione libera e indipendente che ogni giorno in ogni luogo illumina le zone d’ombra, le istituzioni devono riconoscimento e tutela massima, perché l’informazione libera e indipendente è l’antidoto alla disinformazione che in modo massiccio si propalano nei sistemi delle comunicazioni digitali”.

“La sua funzione deve essere quindi garantita, con rinnovato impegno, nelle nuove architetture tecnologiche che stanno ridisegnando i nostri modelli di convivenza rifuggendo ogni tentazione di subordinarla a velleitarie, se non confuse, iniziative di controllo. E i giornalisti devono essere al riparo da ogni forma di intimidazione”.

(foto Quirinale)

Contratto garanzia di libertà

Il presidente ha poi toccato un tasto dolente che riguarda il settore dell’informazione: la precarietà.
“Il Contratto dei giornalisti è il primo elemento di tutela della categoria.

“Il compito dei giornalisti, certificatori del nesso tra fatti e la loro rappresentazione, è quello di contribuire in questo modo alla democrazia, un compito affidato alla professionalità e alla deontologia di ciascun giornalista. Sarebbe contraddittorio affidare a un organismo terzo questa certificazione”, ha aggiunto.

“L’autenticità dell’informazione è affidata, dalle leggi, alla professionalità e alla deontologia di ciascun giornalista. Sarebbe fuorviante – e contraddittorio con le stesse disposizioni costituzionali – immaginare che organismi terzi possano ricevere incarico di certificatori della liceità dei flussi informativi”.

Gli altri temi toccati

Nel lungo intervento Mattarella ha toccato molti temi d’attualità nazionale e internazionale, spaziando dal valore delle istituzioni – invitate ognuna a fare “al meglio la propria parte”, collaborando e senza confonderne i ruoli -, alla tragedia dei migranti – che deve essere affrontata coinvolgendo l’Ue -, passando per il clima – su cui “occorre avere la consapevolezza che siamo in ritardo” – e la realizzazione del Pnrr, su cui ha detto che un insuccesso sarebbe una sconfitta per tutto il paese.

Barachini: difendiamo il lavoro dei cronisti

Da sottosegretario all’editoria, Alberto Barachini, è arrivato un ringraziamento “per aver posto l’accento sulla professionalità e la deontologia del giornalista in una giornata importante come questa, in cui la riforma dei criteri di sostegno all’informazione primaria esce nella Gazzetta Ufficiale“.
“È proprio perché crediamo profondamente in questi valori – colonne della nostra democrazia – che abbiamo pensato di coadiuvare il lavoro dei direttori e delle redazioni nell’evitare i pericoli di fake news”.

“L’attuale velocità di diffusione delle notizie e la difficoltà concreta e quotidiana a fermare quelle false, la crescente tendenza degli attacchi hacker ad inquinare il settore delle news con deep fake e manipolazioni sempre più sofisticate”, ha spiegato Barachini, “ci ha fatto sentire il dovere di supportare l’informazione primaria che costituisce nella gran parte dei casi la fonte degli altri media”.
“La figura del Garante, scelto dalle stesse agenzie di stampa al fine di rafforzare la difesa in materia di cybersecurity e tutela del diritto d’autore, ci appare uno strumento valido per supportare l’informazione primaria in Italia in un momento storico così delicato ed esposto ogni giorno alle minacce di notizie ben mascherate da tecniche specifiche, ma lanciate in rete con scopi non trasparenti e democratici”, ha concluso.

Costante (Fnsi): parole che danno forza ai giornalisti

“Le parole del presidente Mattarella ancora una volta danno forza ai giornalisti italiani”. E’ il primo commento di Alessandra Costante, segretaria generale della Fnsi al discorso di Mattarella. “Abbiamo un contratto che non solo è scaduto, ma che negli anni si è anche impoverito, per non parlare dei colleghi precari che sono fuori da qualsiasi tutela”.
“Sempre più spesso la parola ‘giornalismo’ si coniuga con ‘lavoro povero’, ma nonostante questa situazione siamo orgogliosamente consapevoli di contribuire alla tenuta democratica del nostro Paese”.

“Le sfide dei nuovi e dei vecchi media e l’arrivo dell’intelligenza artificiale, ha aggiunto, obbligano quotidianamente i giornalisti a operazioni continue di fact-checking e debunking che sono tipiche della nostra professionalità e degli obblighi deontologici che abbiamo. I primi garanti contro le fake news sono proprio i giornalisti e le tutele che si trovano nel contratto di lavoro”.

Bartoli (Odg): giornalisti garanti di qualità

“Ringraziamo il Presidente della Repubblica per le parole di stima e fiducia nei confronti del ruolo che i giornalisti svolgono nell’interesse dei cittadini e della democrazia”, ha detto Carlo Bartoli, presidente nazionale dell’Ordine dei giornalisti. “Di particolare rilevanza il riconoscimento dell’autonomia dell’informazione professionale “affidata, dalle leggi, alla professionalità e alla deontologia” di ognuno di noi. Spetta solo ed esclusivamente a noi giornalisti e ai nostri enti di categoria a seconda delle competenze, ha chiosato, essere garanti della qualità dell’informazione”.