AI, arriva Bard. Meno traffico per i siti

Condividi

Il servizio di intelligenza artificiale di Google a differenza di Chatgpt prenderà le informazioni dal web, non da set precompilati di informazioni. Ecco come funzionerà

NELLA RETE DI VITTORIO – Prima Comunicazione, Maggio-Giugno 2023

L’avvento di ChatGpt è stato percepito dal mercato come un cambio di paradigma per l’industria della ricerca e dell’esposizione dell’informazione. In meno di una settimana la piattaforma ha raggiunto oltre un milione di registrati, la più veloce diffusione nella storia. Il giorno del lancio di ChatGpt, Alphabet in un incontro interno, secondo il New York Times, ha lanciato un ‘codice rosso’, ovvero la segnalazione di un evento con minaccia esistenziale per il modello di business attuale. Quarantasette giorni dopo il codice rosso, Google ha annunciato il lancio di Bard il 6 febbraio 2023. Nella stessa settimana Microsoft ha presentato un nuovo Bing migliorato dall’intelligenza artificiale.

Bard è il servizio di chat AI conversazionale di Google. Dovrebbe funzionare in modo simile a ChatGpt, con una notevole differenza: il servizio di Google estrarrà le sue informazioni dal web e non da set precompilati di informazioni. Entrambi sono agenti di intelligenza artificiale generativa che accettano richieste ed eseguono attività basate su testo, come fornire risposte e riassunti e creare varie forme di contenuto. Bard assiste nell’esplorazione degli argomenti riassumendo le informazioni trovate su Internet e fornendo collegamenti per esplorare siti web con ulteriori informazioni. Ha in sé un protocollo che le permette di citare le fonti che usa per dare all’utente la possibilità di valutare la credibilità dell’informazione riportata. Bard non è un nuovo o diverso motore di ricerca, ma un formato alternativo di esposizione dei risultati attraverso il linguaggio naturale.

I primi passi di Bard sono stati quantomeno incerti; la demo conteneva un errore di fatto che ne inficiava la seppure impressionante capacità lessicale. Le azioni di Alphabet hanno perso un valore di mercato di cento miliardi di dollari in un solo giorno. Quale sarebbe il rischio se Google sbagliasse l’approccio a questa tecnologia? La quantità di entrate pubblicitarie che potrebbero essere perse, se le ricerche attraverso strumenti simili a ChatGpt diventassero dominanti, è di circa 31,7 miliardi di dollari usando i numeri del 2022. La componente di fatturato a rischio, infatti, sarebbe quella proveniente dai link di terze parti e dal reindirizzo del traffico. Man mano che funzionalità instant answers migliorano con l’intelligenza artificiale, con informazioni esposte in maniera immediata attraverso Bard, sempre meno traffico viene indirizzato a siti non Google, riducendo così le entrate pubblicitarie per e da questi siti partner. Già oggi cambiamenti all’impaginazione dei risultati e degli algoritmi hanno ridotto al 41,45% le istanze totali di ricerca che hanno portato gli utenti a un clic su un sito web non Google. Poco più della metà delle ricerche è stata, quindi, risolta senza alcun clic.

Insomma, alle nostre domande di ricerca non seguirà più una lista di link, ma una risposta in linguaggio naturale, aggiornata all’ultima informazione presente sulla Rete, nella forma di un testo e, presto, di un audio o di un video che contengono anche le fonti delle informazioni presentate. Risposte che, mentre interagiamo con la macchina, imparano dai nostri comportamenti e si adattano nel linguaggio, nelle forme e nelle fonti. Per la maggior parte dei siti web il traffico proveniente dalla ricerca diminuirà del 30-50%. Una precedente prima posizione in classifica su una ricerca sarà ora l’equivalente di una decima posizione dato che la risposta generativa occuperà l’intera prima pagina. Le campagne pubblicitarie di Google vedranno anche una massiccia diminuzione dei clic poiché Google abbraccerà lo scambio tra la rinuncia alle entrate a breve termine in cambio dell’adozione della loro nuova esperienza che genererà interazione più profonda con le sue applicazioni. Progressivamente, nella conversazione con il nostro agente di AI sarà lui stesso (o lei) a iniziare nuove ricerche; il traffico proveniente da un risultato AI verrà visualizzato negli strumenti analitici come traffico di riferimento da Google (o ChatGpt o Bing) anziché come ricerca organica. Questo scambio di canali sarà parecchio fastidioso per molti esperti di marketing e team di dati, costretti anche a ridisegnare le migliori pratiche in materia di seo, bersagli mobili fino a quando non sarà dato di capire come i contenuti esistenti vengono inseriti e quindi esposti in risultati generativi. Ciò renderà difficile costruire roadmap basate su traffico proveniente da ricerca o da indirizzamento, così come metterà in discussione i modelli di monetizzazione basati su traffico, inclusi quelli pubblicitari e da abbonamento. Il cambiamento dell’industria dei contenuti è incessante e anche Google deve abbracciare la distruzione creativa di un quasi monopolio per rimanere rilevante nel futuro.