Rai, Usigrai e Laganà critici su ritorno di Foa: codice etico a intermittenza

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Il sindacato dei giornalisti e il consigliere prendono posizione sul ritorno dell’ex presidente di Viale Mazzini, che in passato ha rilanciato fake news e attaccato Mattarella

“Se davvero questa maggioranza avesse voluto cambiare la Rai avrebbe fatto una riforma, invece nessuna novità; voleva solo occuparla come sta facendo”. E’ la conclusione a cui arriva l’UsigRai in una nota, nella quale il sindacato dei giornalisti ha preso posizione sulle voci relative al ritorno di Marcello Foa a Viale Mazzini come conduttore di un approfondimento su Radio1, al posto di ‘Forrest‘ di Luca Bottura e Marianna Aprile.

Critiche per le posizioni di Foa

Un ritorno che ha spinto l’UsigRai a parlare di un “codice etico a intermittenza per la Rai che blocca Saviano, ma riporta in azienda, stavolta al microfono della radio, il giornalista Marcello Foa”.

“Già presidente Rai”, ricorda il sindacato a proposito di Foa, “si è fatto notare per le posizioni che negano il cambiamento climatico, per aver pubblicato e rilanciato fake news (ad esempio Hilary Clinton che avrebbe partecipato a cene sataniche, ma basta una veloce ricerca su internet per trovarne molto altre) e non da ultimo per gli attacchi social al presidente della Repubblica, per il quale espresse disgusto”.

Il ruolo dei vertici Rai

“Ma evidentemente tutto questo non basta ai vertici Rai per suggerire maggiore attenzione nelle scelte su conduttori e programmi. Oppure è proprio con queste scelte che al settimo piano di Viale Mazzini progettano il ‘cambio di narrazione’ del servizio pubblico”.

“Per il sindacato dei giornalisti i punti di riferimento del servizio pubblico restano i valori della Costituzione che la Rai ha sempre incarnato. Non è accettabile che dai nuovi vertici si sostenga ancora una presunta necessità di riequilibrare che non consiste in altro che silenziare le voci sgradite alla maggioranza di governo e accaparrare conduzioni, nomine e programmi per amici e sodali”.

Laganà: se è stop a Saviano, stesso metro per ogni collaboratore

Punto di vista simile a quello dell’USigRai sul ritorno di Foa anche da parte del consigliere Rai, Riccardo Laganà. “Il codice etico Rai non può essere interpretato e applicato all’occorrenza. Se i tweet di Saviano hanno comportato il blocco di ‘Insider’, stesso metro dovrebbe esser utilizzato per giudicare note pubbliche di ogni altro collaboratore. Altrimenti non è più un codice, ma un pretesto”.