Musk onnipotente? Sottrae l’account @X a un utente, permesso speciale da App Store, insegna luminosa irregolare, contro associazione no profit

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Twitter ha cambiato nome in X, e questa non è più una novità, lo abbiamo scritto più volte nei giorni scorsi. Ma non tutti sanno che il nuovo brand a carattere singolo può rappresentare un problema su alcuni store, fra cui App Store.

Pare però – come segnala Hwupgrade – che Elon Musk sia riuscito a convincere Apple a piegare le regole per la sua nuova app. Sullo store di iOS, infatti, l’app appare adesso come X anziché Twitter, riflettendo quindi tutte le modifiche già presenti sull’app.

La novità sottintende che X abbia ricevuto un trattamento speciale da parte di Apple, che ha fatto un’eccezione alla regola che vieta i nomi a un solo carattere sul proprio store proprietario. Il cambio di nome nell’app iOS era già avvenuto, ma ora è ufficializzato anche nel nome visualizzato. L’eccezione concessa da Apple potrebbe essere un segnale di distensione nei rapporti con il nuovo proprietario di X, Elon Musk, dopo che alla fine del 2022 quest’ultimo aveva accusato il colosso di Cupertino di voler rimuovere l’app dal suo Store. Dopo un incontro tra Musk e Tim Cook, la questione era stata derubricata a un “malinteso”.

Oltre al rebranding l’azienda ha anche aggiornato la tagline dell’app su App Store, passando da “It’s what’s happening” a “Blaze your glory!”, frase twittata (in realtà dovremmo dire postata) da Musk proprio stamattina. Al momento in cui scriviamo questo pezzo la novità non è stata introdotta nella versione italiana dello store, dove X utilizza ancora la vecchia tagline: “Tutte le ultime notizie”.

Come spesso avviene quando c’è Musk di mezzo, la transizione da Twitter a X sta avvenendo in modo un po’ maldestro. Il nuovo logo provvisorio è stato aggiunto al sito web dopo essere stato più volte twittato da Musk. Il logo è poi apparso, in maniera molto evidente e luminosa, sulla sede di San Francisco dell’azienda. In breve l’account Twitter ufficiale @Twitter è diventato @X, dopo essere stato sottratto a un utente che lo deteneva dal 2007.

Come non bastasse, il social X-Twitter ha avviato negli Stati Uniti una causa contro il Center for Countering Digital Hate.

L’organizzazione no profit, che si occupa di monitorare la diffusione dell’odio sulle piattaforme online, secondo Elon Musk avrebbe avviato una campagna diffamatoria per allontanare gli inserzionisti dalla rete di cui è presidente.

Qualche giorno fa, riposta Ansa, il Centro aveva rilasciato affermazioni per cui Twitter-X non sarebbe intervenuto nel 99% dei tweet identificati dai ricercatori come promotori di odio. Stando ai documenti depositati presso il tribunale federale di San Francisco, X Corp chiede danni monetari non specificati e un’ingiunzione che impedisca al Center for Countering Digital Hate di accedere ai suoi dati. La causa intentata dall’azienda di Elon Musk si sofferma su quelle che sarebbero procedure sommarie utilizzate dal Centro per portare avanti le sue dimostrazioni, non idonee a “studiare tutti i 500 milioni di post che vengono pubblicati sul servizio ogni giorno” scrive Bloomberg, che ha visionato una copia dei documenti depositati. In un nuovo post sul blog intitolato “Proteggiamo il diritto del pubblico alla libera espressione”, Twitter-X spiega il motivo per cui ha presentato un reclamo legale contro la no profit. “X è un servizio gratuito, finanziato in gran parte dagli inserzionisti. Attraverso la campagna illegale, il Ccdh fa continua pressione per impedire l’accesso del pubblico alla libera espressione, lavorando attivamente per bloccare il dialogo”. Il social ha aggiunto che la “‘ricerca del Center for Countering Digital Hate citata in un articolo di Bloomberg contiene metriche utilizzate fuori contesto per fare affermazioni prive di fondamento su X (ex Twitter)”. La risposta dell’organizzazione non si è fatta attendere: “Minacciandoci, Musk sta cercando di nascondere la verità sui propri fallimenti. Le piattaforme devono essere ritenute responsabili per la diffusione di odio e bugie”.