Le fake news sul Covid diffuse online dai medici hanno causato un terzo dei decessi negli Usa

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Le bufale, le fake news, la cattiva informazione, sul Sars-CoV-2 e poi sui vaccini e le terapie, diffuse dai medici sui social o su altre piattaforme web sono tra le cause di un terzo dei decessi negli Stati Uniti.

Morti “che potevano essere evitati se fossero state seguite le raccomandazioni di salute pubblica” messe in dubbio da alcuni professionisti sanitari. Lo evidenzia uno studio pubblicato su ‘Jama’ e coordinato dalla School of Public Health and Health Sciences dell’University of Massachusetts. Secondo gli autori è “necessario valutare rigorosamente il danno che può essere causato dai medici – categoria che ha una certa fiducia da parte della popolazione – che diffondono disinformazione”, dunque sostengono ancora i ricercatori “sono necessarie linee guida etiche e misure per evitare la propagazione di questo tipo di disinformazione”.

La ricerca – riporta adnkronos – evidenzia che “circa un terzo di 1,1 milioni di decessi correlati al Covid registrati in Usa fino al 18 gennaio di quest’ anno, era considerato prevenibile se queste persone avessero seguito le indicazione ufficiali fornite dalle autorità sanitarie”. I ricercatori hanno scandagliato, a diversi livelli, la comunicazione medica su alcune piattaforme social (Twitter, Facebook, Instagram, Parler, and YouTube), e sono arrivati a verificare che la maggior parte proveniva da 52 dottori di 28 diverse specializzazioni distribuiti in tutti gli Stati Uniti.

Le categorie sulle quali questi medici speculavano includevano i vaccini, i farmaci, le mascherine. “L’80% dei professionisti ha pubblicato fake news, il 76% ne ha pubblicate in più di una categoria e il 38% ha creato post ‘bufala’ su 5 o più piattaforme social”, evidenzia lo studio. I temi principali di questa attività di discredito sulla comunicazione scientifica ufficiale includevano “la contestazione della sicurezza ed efficacia del vaccino”, “la promozione di trattamenti anti-Covid privi di prove scientifiche o dell’approvazione della Fda”, infine anche “la diffusione di teorie complottistiche sull’origine del virus e bugie da parte del governo”. Alcuni dei medici identificati “appartenevano a organizzazioni che da decenni propagano disinformazione nel settore medico”, ma secondo lo studio “queste organizzazioni sono diventate più esplicite e visibili nel contesto della crisi sanitaria conseguente alla pandemia, sfruttando le divisioni della politica e l’isolamento sociale”.