‘Open to Meraviglia’ è di nuovo un caso: Venere in ferie sui social…

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Continua tra le polemiche la vicenda della campagna pubblicitaria che il ministero del turismo ha lanciato per promuovere il BelPaese nel mondo. Repubblica e ‘Il Fatto’ parlano di una stasi che ha finito per attivare un’indagine della Corte dei Conti. Il dicastero della Santanchè sostiene invece che le attività di promozione della Venere di Botticelli ‘ferragnizzata’ non si sono mai fermate, tranne che per poco, su Instagram….

Venere, Venere, Venere. Mentre a impazzare in tv è la campagna sul tipico riso nero che diventa pasta con Gerry Scotti protagonista, sui media e nella cronaca politica è tornata d’attualità la campagna ‘Open To Meraviglia’. Il dibattito si è riacceso sulla Venere del Botticelli, nella versione contemporaneizzata ideata dall’agenzia Armando Testa, icona simbolo di un ‘neo-rinascimento’ che era stata chiamata a diffondere e promuovere la bellezza dell’Italia nel mondo su iniziativa del ministero del turismo guidato da Daniela Santanchè. Sempre più esposta alla pressione dei media.

Daniela Santanchè (foto LaPresse)

Secondo il racconto di ‘Repubblica’ e ‘Il Fatto’, l’attività di promozione sui media e sui social del ministero sarebbe rimasta inopinatamente in parcheggio dalla fine di giugno. Configurando così un vero e proprio caso di discutibile utilizzo delle risorse pubbliche e che, secondo la ricostruzione di queste testate, avrebbe generato anche una indagine nel merito della Corte dei Conti. L’investimento complessivo previsto per la campagna è infatti di complessivi 9 milioni di euro, prevedendo una presenza ubiqua del personaggio, dalla cartellonistica degli aeroporti di varie città del mondo ai post dei principali social network.

Non bastasse la vicenda Visibilia

Dal ministero è arrivata una precisazione. Che sostiene come la campagna non si sia in realtà mai fermata, “Prova ne è – dice la nota – la presenza de la Venere questa estate negli hub internazionali e in alcune piazze italiane, con una promozione ad hoc a favore del turismo nei territori colpiti dall’alluvione di maggio”.

La stasi social? Voluta secondo il dicastero della ministra già sotto pressione per il caso Visibilia.
“Per quanto riguarda il profilo Instagram, nel dirvi che stiamo raccogliendo i primi risultati – risponde il ministero -, confermiamo che la Venere sarà nuovamente presente anche sul suo profilo per fare da traino, in questa seconda parte di estate, al portale italia.it. Siamo ben consapevoli, infatti, che la programmazione su Instagram di @venereitalia23 è ferma dai primi giorni di luglio, ma questo non è casuale. È frutto di una scelta ponderata di far atterrare le campagne, peraltro personalizzate con contributi dei turisti che visitano la nostra bella Italia, su italia.it e arricchire, con personalizzazioni, l’esperienza sulla piattaforma digitale – che è un importante investimento legato al Pnrr- e, proprio per questo, il traffico social sta girando sul profilo IG di italia.it. Questa operazione sta dando i suoi frutti ed è stata ritenuta opportuna in vista della transizione verso i prossimi upgrade della piattaforma, cui il Ministero sta lavorando, in cui la Venere tornerà protagonista”.

Alcune delle tante rivisitazioni ironiche della campagna

Sull’argomento caldo è arrivata anche una dichiarazione del sottosegretario alla Cultura, Vittorio Sgarbi. “La Venere è scomparsa? Io non c’entro, non ne so niente, non c’è il mio zampino. Avevo detto – ha spiegato Sgarbi – che era una cosa sbagliata, che sembrava una Ferragni in minigonna. Poi mi ha chiamato la Santanchè e mi ha detto che non avevo capito niente, che la campagna era un successo straordinario proprio perché tutti la criticavano: e io le ho detto che aveva ragione”. Il sottosegretario ha chiosato: “Se uno la vede dal punto di vista di Santanchè, certamente di questa campagna se ne è parlato”.