New York Times (Foto LaPresse - AP Photo/Mark Lennihan)

New York Times: braccio di ferro sul ritorno in ufficio e l’uso del cartellino

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Braccio di ferro al New York Times. I sindacati che rappresentano la maggiorparte dei giornalisti dell’editrice e oltre 600 tecnici del gruppo hanno contestato all’azienda la decisione di far timbrare il cartellino all’ingresso.

Ritorno in ufficio e badge

La proprietà, spiega nel dettagli Ansa riprendendo il sito Usa Axios, ha ordinato, dopo l’allentamento della morsa del Covid, che i dipendenti tornino a lavorare in redazione per tre giorni alla settimana fino al 2 settembre 2024, data dopo la quale si riserverà di chiedere il lavoro in presenza per almeno quattro giorni.
L’annuncio sulle nuove politiche aziendali includeva il dettaglio che i capi delle redazioni potessero periodicamente osservare i passaggi dei badge all’ingresso per “individuare persone con livelli di presenze particolarmente bassi”.

Diffida alla proprietà

Particolare che ha provocato la rivolta delle rappresentanze sindacali, che hanno scritto una diffida all’azienda rimarcando che la clausola viola il nuovo contratto in cui l’uso del cartellino per monitorare le presenze in ufficio non è affatto menzionato.
Un portavoce del New York Times ha difeso le scelte dell’azienda: “Pensiamo che dare alla gente la flessibilità di lavorare in parte in ufficio e in parte a casa va incontro alle esigenze di tutti, assicurando quel forte ambiente di lavoro collaborativo che è servito a definire la nostra cultura e ha guidato il nostro successo”.

Altre contestazioni

Nonostante solo pochi mesi fa il New York Times e il sindacato abbia raggiunto un accordo con l’editrice – accordo che manca ancora invece con i lavoratori tecnologici – la situazione al giornale non è delle più semplici e nel giro di qualche settimana sono arrivate contestazioni per la decisione di chiudere la redazione sportiva, affidando i contenuti a The Atlethic, e cambiare le politiche sulla vaccinazione per il Covid.

Ritorno in ufficio post Covis

Il New York Times è solo l’ultima delle grandi società che sta negli ltimi mesi ha chiesto di tornare ai livelli di presenze in ufficio precedenti alla pandemia. Amazon, Meta e Google lo hanno fatto nei mesi scorsi.
Ma il ritorno in ufficio, ricorda Ansa, sta incontrando resistenze da parte dei dipendenti. Secondo dati di maggio, la strategia di lavoro ibrida non mostra alcun segno di indebolimento e circa il 58% delle imprese consente ai dipendenti di lavorare da casa per parte della settimana con ricadute negative sull’economia delle città dove il valore degli immobili è calato e servizi come bar e ristoranti soffrono per l’assenza degli impiegati nella settimana lavorativa.