Federico Mollicone (Foto Ansa)

AI, Mollicone: tecnologia da regolamentare. Il Parlamento farà proposte

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“Ha effetti postivi e negativi”, dice il presidente della Commissione Cultura della Camera. “Ma non serve demonizzarla”.

Al termine dell’indagine conoscitiva il Parlamento esprimerà una propria proposta sull’intelligenza artificiale. A spiegarlo, all’Ansa, il presidente della Commissione Cultura della Camera, Federico Mollicone, invitando a “non demonizzare” lo strumento che va invece “regolamentato”.

“Se l’uso di un’IA non necessariamente si traduce nella dipartita dell’arte, è però innegabile che il suo abuso smodato possa creare disagi a molteplici categorie creative e culturali”, ha spiegato.
“In una società che punta alla velocità e all’efficienza, un oceano di immagini sviluppate in pochi minuti può facilmente annegare quegli autori che investono tempo nel proprio lavoro, soprattutto se acquirenti e committenti si disinteressano della profondità dei progetti proposti”.

Risposte

“Noi vogliamo dare risposte a questi temi con questa indagine conoscitiva”, ha continuato. “Dobbiamo pretendere che le nuove tecnologie, l’intelligenza artificiale e gli algoritmi dichiarino effetti positivi e negativi”.
“Il posizionamento di Fratelli d’Italia al Parlamento europeo sull’IA Act deriva proprio da questo: non demonizzare l’applicazione delle tecnologie di intelligenza artificiale, ma regolamentarle nella propria applicazione”.

Ai come risorsa

“C’è molto da fare per aumentare la consapevolezza diffusa dell’opportunità economica dell’adozione di questa tecnologia assieme alla comprensione della sua sostenibilità, ma in settori come quello dell’audiovisivo e in molti altri, pur con una giusta regolamentazione, può essere una risorsa”.

Mollicone ha assicurato l’impegno per continuare “a tutelare il diritto alla creatività”, ricordando che fra i numerosi auditi nell’indagine conoscitiva, il professore della Luiss, Paolo Marzano, esperto presso il comitato consultivo del Ministero della Cultura sul diritto d’autore, “ci ha illustrato come l’intelligenza artificiale possa sostituirsi interamente” al lavoro umano, dal processo di sceneggiatura a quello di produzione, di casting, “creando un film stile Scorsese ambientato nella New York degli anni ’70 in poco meno di un’ora”. E anche Padre Paolo Benanti, teologo esperto di etica della tecnologia, “ha mostrato la necessità di un approccio antropocentrico allo sviluppo degli algoritmi.

“Dobbiamo usare un approccio multilaterale per regolamentare l’intelligenza artificiale, con regole globali” e “al termine dell’indagine conoscitiva il Parlamento esprimerà una propria proposta”, ha concluso.