L’aria che tira sui giornali – I piani della Meloni per fronteggiare i rigori dell’inverno

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Nella prima domenica settembrina Giorgia Meloni prova a fissare già i tutt’altro che simbolici paletti di una campagna elettorale destinata a confermare la solidità di un governo che – chiosa l’alleato Salvini – “ è destinato a durare almeno dieci anni”. E non è certo un caso che la leader preferisca incontrare Barbara Berlusconi al gran premio di formula uno (“anche noi dobbiamo correre”) anziché presenziare la Cernobbio dei magnati della finanza che sono già, quasi all’unisono, schierati dalla sua parte.

E pare già chiaro il suo ruolino di marcia: da una parte “avveduto sui conti” a causa dell’enorme debito – 80 miliardi – lasciato dalla sinistra con il varo del superbonus ma, dall’altra, più che deciso a varare un piano di riforme che “diano maggiore sicurezza al cittadino” stufo di governi “che si sono seduti a tavole imbandite senza mai pagare poi il conto”, denuncia che il ministro dell’economia Giorgetti ha sbandierato, in queste ore, ai quattro venti. Il che non vuol dire che per la Meloni non esistano problemi. Il primo e più pressante è l’inarrestabile corsa dell’inflazione che rischia di falcidiare i portafogli di milioni di persone a reddito fisso, una mina vagante che, in pieno inverno, potrebbe ridare spazio di manovra -scioperi e altro – anche ai dormienti sindacati.

Il secondo è l’incerto esito del Pnrr, l’ambizioso piano varato da Bruxelles oggi, a metà del guado, ancora lastricato di dubbi e incertezze. Il terzo è l’immigrazione, un disperante problema che fino ad ora – e domani potrebbe essere peggio – non trova soddisfacenti argini. Ed un motivo in più – la Meloni lo ha detto a chiare lettere anche all’amica Barbara – per correre di più e meglio di quanto riesca a fare la Ferrari. Convinta di farcela incrociando le dita.