Il match Roma-Milan (Foto LaPresse)

Serie A: meno ascolti nelle prime tre giornate. Che riflessi sui diritti tv?

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Gli ascolti della Serie A salgono un po’ alla terza giornata, ma rispetto all’anno scorso il calo è molto sensibile. Prima della pausa per la Nazionale, il confronto con i numeri della scorsa stagione – quando però le partite erano iniziate una settimana prima – è largamente sfavorevole. Si è ristretto il bacino complessivo degli spettatori a causa della fine della concurrency e dell’aumento dei prezzi di Dazn? Se il trend si consolidasse, che riflessi potrebbe avere sulla trattativa per i diritti tv?

Auditel evidenzia un problema ascolti, anche se ancora non si tratta di un allarme rosso. La terza giornata della Serie A porta a casa ascolti tv che rasserenano solo in parte i presidenti dei club, la Lega Calcio (che proprio in queste settimane deve chiudere la trattativa con i broadcaster per i diritti tv dei prossimi 3/5 anni), e tutti gli stakeholder della industry pallonara, emittenti televisive comprese.

Il match Juventus-Bologna (foto Ansa)

Complessivamente hanno seguito il turno 4,735 milioni di spettatori. La partita più seguita è stata Roma-Milan, con i rossoneri vincenti all’Olimpico venerdì sera. Finalmente, raggiungendo un montante di 1,353 milioni di spettatori, un match in onda su Dazn ha superato la soglia del milione prima solo sfiorata.

Il secondo incontro più visto è stato Napoli-Lazio, a quota 890mila spettatori sabato sera, con sul podio Inter-Fiorentina (820mila). Apparentemente sottotono le prestazioni della Juventus, che nella sfida con l’Empoli ha racimolato su Dazn solo 573mila spettatori; ma la partita è stata trasmessa anche da Sky dove ha raccolto 556mila spettatori.

Dopo la Nazionale il ‘redde rationem’

Il prossimo turno si svolgerà nel week end del 16/17, settembre dopo la pausa per le Nazionali. Il risultato degli ascolti del derby di Milano, con le due squadre che affronteranno l’incontro a punteggio pieno sabato 16 alle ore 18.00 sarà un buon indicatore per capire fine in fondo che cosa sta succedendo.

Certo qualche preoccupazione emerge in tutto il sistema. Lo stop più rigido alla concurrency di Dazn, le tariffe più alte della piattaforma di streaming, l’effetto che non può essere immediato della lotta alla pirateria e al pezzotto stanno probabilmente limando la base del pubblico potenziale della Serie A.

In una fase storica in cui, per converso, in tv a luglio ed agosto hanno ottenuto ottimi risultati le partite in chiaro delle Nazionali maschile e femminile di volley e i Mondiali di Atletica Leggera. E l’interesse televisivo allo sport in generale, quindi, è rimasto sostenuto.

Il match Cagliari-Inter (foto LaPresse)
Il match Cagliari-Inter (foto LaPresse)

Confronto da prendere ancora con le pinze

 Il confronto con le prime giornate dello scorso campionato è viziato però da qualche elemento di disomogeneità, visto che il primo turno si era tenuto una settimana prima ed era stato ancora caratterizzato da qualche difficoltà tecnica nella visione delle partite.

Così forse vale la pena aspettare il ritorno dalla pausa (molti appassionati potrebbero attivare o riattivare il proprio abbonamento proprio in vista del super derby in calendario) e il bilancio della sfida tra rossoneri e nerazzurri al Meazza prima di parlare di risultati allarmanti.

Ma indubbiamente i dati emergenti non sono confortanti. Rispetto alla terza giornata dell’anno scorso, il calo complessivo è stato sensibile, visto che in quel caso si era toccato un bilancio complessivo di 5,8 milioni di spettatori.

Alla seconda giornata (4,5 milioni) il match più visto quest’anno è stato Juventus-Bologna, che ha sfiorato i 900 mila spettatori, con Cagliari-Inter a 832mila. Alla prima giornata (4,2 milioni complessivi) il picco su Dazn lo aveva generato Bologna-Milan, con 834mila spettatori.   

Nessuna partita nelle prime due giornate, quindi, aveva superato il milione di spettatori, mentre erano state 3 nel 2002, in una stagione in cui il campionato era cominciato il week end di Ferragosto causa Mondiali a novembre.

La seconda giornata di quest’anno ha totalizzato 3,791 milioni sulle sole partite e 4,538 con zona goal, la scorsa stagione la seconda giornata aveva fatto 4,584 sulle sole partite e 5,201 con zona goal.

Thiago Motta e Stefano Pioli (foto Ansa)

Il messaggio chiaro di De Siervo: la Serie A tiene duro

Inutile dire che questi numeri Auditel d’avvio stagione un po’ ‘critici’ del campionato finiscono per entrare in gioco, e nemmeno troppo lateralmente, anche nelle trattative ancora in ballo per i diritti tv del prossimo triennio/quinquennio della Serie A. A essi, considerandoli forse ininfluenti e fuorvianti, ha probabilmente alluso anche l’ad della Lega Calcio, Luigi De Siervo, che lunedì 4 settembre è tornato a commentare le vicende del bando in occasione della presentazione dell’evento ‘Calcio social responsibility’ a Milano. “Abbiamo un prodotto che ha un valore oggettivo e bisogna che i broadcaster paghino il prezzo corretto: la Lega Serie A non si farà prendere per il collo da nessuno” ha dichiarato De Siervo.

Luigi De Siervo (Foto Ansa)
Luigi De Siervo (Foto Ansa)

La distanza tra domanda e offerte, ha precisato il manager, “è ancora consistente, ma è un gap non incolmabile per broadcaster importanti come Dazn, Sky e Mediaset. I manager che guidano queste tre importanti aziende – ha concluso l’ad – possono trovare le risorse necessarie per potersi garantire per i prossimi 5 anni il campionato”. Gli ascolti delle prime tre giornate di campionato però, dice per adesso Auditel, non rafforzano certo il potere contrattuale della Lega Calcio.