Stefano Pioli e Simone Inzaghi (foto LaPresse)

Serie A: crescono le presenze allo stadio. Inter e Milan i club con più seguito

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Stando ai dati delle prime giornate, le restrizioni economiche non incidono sulle presenze allo stadio per seguire la Serie A. Alle spalle delle milanesi si piazza la Roma

Più forte del caro biglietti, dell’inflazione e dei disagi per gli stadi vecchi: la passione degli italiani per il calcio va oltre ogni ostacolo. Una serie di “sold out” sta facendo volare le presenze di spettatori in Serie A, in controtendenza rispetto agli ascolti tv, per ora non soddisfacenti.

Stando ai primi dati, ripresi da Ansa, per la stagione 2023-24, i tifosi sembrano non avere alcuna intenzione di rinunciare alle partite della squadra del cuore.
Il numero medio di spettatori nelle prime giornate di campionato, nonostante l’avvio del campionato ad agosto, è addirittura aumentato: lo scorso anno il dato finale del torneo vinto dal Napoli è stato di poco più di 29mila presenze a partita; quest’anno, secondo le prime stime, si è sfiorata quota 31mila.
La parte dei leoni l’hanno fatta le “big”, capaci di registrare il tutto esaurito nelle trasferte e di trascinare il dato di tutta la A verso l’alto.

Le medie

Inter e Milan in questo inizio di campionato hanno una media spettatori stimata di oltre 72mila presenze ciascuno. La Roma segue con 62mila. Poi, malgrado la vittoria del campionato, il Napoli con soltanto 41mila paganti. Sui 38mila spettatori ci sono Juventus e Lazio. Poi il Genoa (33mila) e la Fiorentina 30mila), il Lecce (28mila), il Bologna (26mila), il Verona (23mila), l’Udinese (22mila), il Torino (22mila) e la Salernitana (19mila). Seguono Cagliari (18mila), Atalanta (14Mila), Frosinone (14mila), Empoli (11mila), Sassuolo (11mila) e Monza (8mila).

Tutti dati che vanno valutati in base a diverse variabili: capienza degli stadi (a Cagliari, ad esempio, ora è ridotta per i lavori), bacino d’utenza, costo dei biglietti e numero di abbonamenti sottoscritti. La tessera annuale resta quindi la scelta migliore per le tasche dei supporter.

Milano “capitale” per gli abbonamenti

Leggendo i dati degli abbonamenti, Milano conferma il primato nazionale. Inter e Milan guidano la classifica con 42mila tessere annuali.
Alle spalle delle due società meneghine c’è la Roma. A sostenere i giallorossi all’Olimpico quest’anno saranno almeno in 40mila ogni partita. Si tratta di un numero alto di abbonati favorito da una politica dei prezzi più vicina alle richieste dei tifosi. Il club capitolino, infatti, ha calmierato il costo in modo da avere lo stadio più pieno. Non a caso, l’Olimpico ha fatto registrare il tutto esaurito fin dalla prima giornata.

Fuori dal podio c’è la Lazio che ha chiuso la campagna con oltre 30mila tessere vendute. A Genova, per il ritorno in massima serie del Genoa, hanno sottoscritto l’abbonamento oltre 27mila tifosi rossoblu.
In proporzione sono pochi quelli del Napoli, vincitore dello scudetto, che ha staccato poco più di 22mila tessere.

Il confronto con il calcio europeo

Formalmente la Serie A è uno dei campionati meno cari d’Europa in quanto registra un costo medio più basso rispetto, ad esempio, ad Inghilterra o Spagna. In Italia c’è disparità tra le squadre, ed influisce molto anche la questione delle trasferte: in Serie A le piccole società aspettano l’arrivo delle “big” per alzare il prezzo dei biglietti del settore ospiti (e non solo), così da incassare di più.

Negli altri campionati europei il prezzo, spesso, è invece fissato. A esempio, in Francia gli ospiti pagano per le trasferte 10 euro; in Premier League 35 euro.
In Spagna tutte le squadre hanno messo un tetto al biglietto per gli ospiti, ad eccezione di Real Madrid e Barcellona che non hanno sottoscritto l’intesa.