Crescono le news sui social. Ucraina, migranti e Berlusconi i temi più discussi in estate

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Una ricerca dell’Osservatorio Editoriale ha evidenziato come le piattaforme social siano il principale luogo d’incontro tra siti informativi e lettori

In Italia sono 43,8 milioni gli utenti online, pari al 74,7% della popolazione. I soli siti di informazione vengono visitati da 41 milioni di utenti unici, ma il principale luogo di incontro tra portali informativi e lettori, sono proprio i social media.

Sono alcune delle evidenze emerse da una ricerca dell’Osservatorio Editoriale che, in collaborazione con Jump, Kleos, SocialCom, e grazie all’ausilio della piattaforma SocialData, ha analizzato le pubblicazioni dei primi 160 siti d’informazione in Italia per audience, oltre 300 canali social legati ai principali media del paese, per una platea totale di 140 milioni di follower.

La presentazione

Illustrata al Tempio di Adriano a Roma, a margine dell’evento “L’estate dell’informazione italiana sul web – Temi, notizie e reazioni degli utenti”, la presentazione ha fatto da spunto a un dibattito che ha coinvolto diversi esponenti dei media italiani: Bianca Berlinguer (È sempre Cartabianca), Paolo Petrecca (direttore di Rai News 24, Televideo e Rainews.it), Luigi Contu (Direttore dell’Agenzia Ansa), Giuseppe De Bellis (Direttore di SkyTg24), Davide Desario (Direttore dell’Agenzia Adnkronos), Emiliano Fittipaldi (Direttore del Domani), Agnese Pini (Direttrice di QN), Alessandro Ravetta (Direttrice di Prima Comunicazione), moderati da Marco Agnoletti (Jump Comunicazione).

Crescono i contenuti

Dai numeri emerge come nel 2023 si sia registrato un evidente aumento del numero delle pubblicazioni sul web e sui social da parte degli organi di informazione: +1,3% su Facebook, +4,3% su Instagram, +351% su TikTok. Solo X, l’ex Twitter, è passato in terreno negativo, con una flessione del 7,3%.
In aumento anche il numero delle interazioni (+360% TikTok, +32,6% Instagram, +41,5% Twitter) e dei followers sui canali proprietari degli organi di informazione (+300% TikTok, +13,3% Instagram, +10% Twitter).

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In estate meno contenuti, ma più interazioni

Analizzando l’andamento relativo alla pubblicazione dei contenuti editoriali nel periodo 1 giugno-15 settembre, la pubblicazioni registrate sono state in tutto 600mila, in grado di generare 266milioni di interazioni, tra reazioni commenti e condivisioni.
In questo periodo, a fronte di un decremento del numero totale di pubblicazioni (-7%) si è registrato sui social un incremento dell’8% relativo alle interazioni. A ulteriore dimostrazione di come i social rappresentino un cardine per l’informazione.

Dettaglio da rimarcare, la preferenza riservata ai contenuti visuali rispetto a quelli testuali. Non a caso i maggiori incrementi di interazioni si sono rilevati su social come Instagram e TikTok che per gli utenti, ha rilevata Luca Ferlaino, founder di SocialCom, “non sono più esclusivamente strumenti di intrattenimento, ma anche luoghi del sapere”.

Politica e sport

Tra i temi dominanti ci sono le notizie di politica, ma è dallo sport che si genera il maggior numero di discussioni tra gli utenti.
Reazioni e sentimenti più forti – tra sdegno, irritazione e paura – sono generati dalla cronaca (92%). Seguono la politica e esteri (64 e 63%).

Nella classifica delle notizie più pubblicate prevale invece la guerra in Ucraina (4.900), seguita dall’emergenza migranti (3.800) e dalla scomparsa di Silvio Berlusconi (3.217). Tra i casi di cronaca, quelli maggiormente sotto i riflettori dei media sono stati l’uccisione di Giulia Tramontano (1.252), gli stupri di Caivano (1.100) e Palermo (1.000), la tragedia di Brandizzo (816).

La morte di Silvio Berlusconi è stata invece la notizia in assoluto più discussa dagli utenti, seguita dalla vicenda di Giulia Tramontano e dalla scomparsa prematura di Michela Murgia.

Relativamente al sentiment sulle singole notizie, gli utenti della rete accolgono con favore quelle relativa all’intelligenza artificiale (87% sentiment positivo), mentre guardano con preoccupazione a quelle riguardanti gli incidenti stradali (95% sentiment negativo).

Focus

L’Osservatorio Editoriale ha realizzato anche alcuni focus relativi a varie tematiche, tra i quali estate e spiagge, calcio, politica, ma anche femminicidi, Vannacci e migranti. Tema quest’ultimo che ha registrato un decisivo picco di conversazioni negli ultimi 10 giorni.
Proprio l’estate è stato uno degli argomenti più gettonati sui siti d’informazione e sui social.

Tra i politici Giorgia Meloni è quella più citata nell’ultimo periodo (2367) e al tempo stesso quella sulla quale si concentra il maggior numero di discussioni (352 mila).
La premier è seguita da Elly Schlein (1100 citazioni e 111 mila discussioni), Salvini (803 citazioni e 74.800) e Conte (388 citazioni e 64.500 discussioni).
Il Milan vince la classifica delle squadre di Serie A maggiormente chiamate in causa da web e social, seguita da Inter, Roma, Juve e Napoli. Tra i calciatori le notizie più frequenti hanno riguardato Lukaku, Vlahovic, Osimhen e Bonucci, tutte riferite ai movimenti di calciomercato.

Il dibattito succesivo

Nel dibattito seguito alla presentazione, tra i temi approfonditi anche i ruoli dell’intelligenza artificiale e dei social nel panorama dei media.
“Nell’era dell’Intelligenza artificiale il giornalismo e i giornalisti servono ancora?”, la domanda provocatoria di Roberta De Marco di Kleos.

“Non possiamo prescindere dai social e dal web, poi va tutto verificato”, ha detto Berlinguer in videocollegamento, portando ad esempio il caso delle rivolte delle donne in Iran, sulle quali senza “le immagini dal web non avremmo saputo nulla”.

Pini, direttrice di Qn, ha sottolineato come sia in atto un cambiamento dell’approccio all’informazione da parte dei lettori. “Nell’approccio social i lettori non si aspettano di sapere ma di farsi un’opinione. Lo trovo pericoloso perché cuoricini e pollici rischiano di cambiare i connotati dell’informazione”.
Sulla stessa linea anche il direttore del Domani, Fittipaldi, che ha parlato dell’avvento dei social come di una “catastrofe naturale”. “Il social è nemico della complessità e l’informazione è complessità. I social sono poi nemici della struttura economica su cui si fondano i giornali perché gli utenti sono abituati a leggere gratis”.

Ha guardato alle piattaforme con un approccio più positivo il direttore di AdnKronos, Desario. “I social funzionano bene ma siamo noi che li usiamo male”, ha fatto notare. “Non si può cedere alla pancia del Paese perché è una visione di corto respiro. La cosa buona dei social è stata quella di sfidare la nostra categoria, è stata quella di dire ai giornalisti ‘non potete vivere di rendita di posizione’. In tanti non lo hanno fatto ma dobbiamo accettare la sfida, cercare di migliorarci e diventare sempre più preparati”.

Per Contu di Ansa la pandemia “ha rappresentato un cambio”. “Ci ha dato una centralità che prima non era compresa perché si è visto che il ruolo di certificatore delle notizie è stato determinante. Davanti al caos informativo il giornalismo è importante ma dobbiamo aggiornarci ed essere sempre più preparati”.

Per Ravetta, direttrice di Prima Comunicazione, “gli influencer dei social stanno diventando i veri ‘concorrenti’ dei giornalisti”. Ad ogni modo, ha ricordato Ravetta, “ogni mezzo di informazione ha il proprio pubblico, il proprio taglio editoriale, il proprio target”. E ha portato ad esempio il caso Gedi, spiegando che come editore sta puntando a valorizzare il proprio prodotto più sul web che non sulla carta. E anche sotto questo punto di vista bisognerebbe giudicarlo.
“Dobbiamo smetterla di autodefinirci agenzie, giornali, televisioni. Ormai siamo tutti testate che distribuiscono contenuti su tutte le piattaforme disponibili”, ha detto invece De Bellis, direttore di SkyTg24. “Il settore dell’informazione si sta trasformando, c’è un miglioramento costante nella qualità dei contenuti prodotti sulla varie piattaforme”, ha concluso.