Satya Nadella (Foto Ansa)

Il ceo di Microsoft contro Google: con AI può allargare il suo dominio

Condividi

Comincia a entrare nel vivo la battaglia in tribunale tra Google e il Dipartimento di Giustizia americano.
In quello che è il primo processo per monopolio nell’era moderna di internet – con Big G accusata di aver soffocato la concorrenza con accordi per rendere il suo motere di ricerca preinstallato su vari dispositivi – è salito sul banco dei testimoni il ceo di Microsoft, Satya Nadella.

Maggio influenza con l’AI

Il manager di Redmond è passato all’attacco, sostenendo che – scrive Bloomberg – l’intelligenza artificiale potrebbe aiutare Google ad ampliare il suo dominio sulla ricerca online.
Nel search, Microsoft è attiva con il suo motore di ricerca Bing su cui ha integrato già da diverso tempo la tecnologia, battendo sul tempo Google.
Ma ora che con Bard, anche Big G si è rimessa al passo, la convinzione di Nadella è che il distacco possa crescere. Google infatti potrebbe usare gli enormi profitti che ricava dalla ricerca per pagare gli editori per ottenere diritti esclusivi sui contenuti per allenare i suoi sistemi.

Non solo. Secondo quanto segnalato da Reuters, Nadella ha anche contestato la tesi di Google secondo cui sarebbe facile modificare le impostazioni di default di smartphone e tablet.
“Cambiare le impostazioni predefinite oggi è più facile su Windows e più difficile su dispositivi mobili”, ha rimarcato.

Il contributo di Microsoft nella causa

Nadella non è l’unico manager di Microsoft che il dipartimento di Giustizia ha convocato e con cui spera di dimistrare le sue tesi contro Google. La scorsa settimana Jonathan Tinter, corporate vice president, avrebbe parlato del fallimento delle trattativa con Apple per far preinstallare Bing sui suoi device, nonostante avesse offerto condizioni migliori.