Antonio Nicita (Foto Ansa)

Contratto di Servizio Rai, Nicita: testo insoddisfacente. Il sì dei M5S scelta politica

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Continua a far discutere la bozza per il contratto di servizio che la Vigilanza ha inviato al Mimit, dopo il via libera del 3 ottobre.
Oltre ai contenuti, catalizza l’attenzione la rottura che si è creata nell’oppozione, con M5s che ha votato a favore, Azione che si è astenuta, mentre Pd, Italia Viva, Verdi e Sinistra hanno detto no.

A tornare sul tema è Antonio Nicita, nei mesi scorsi scelto come relatore della minoranza, insieme a Maurizio Lupi. Il senatore Pd, nel corso della seduta, ha deciso di rimettere il mandato, nonostante il clima positivo in cui si erano svolti i lavori sia con Lupi, sia con la presidente della Vigilanza, Barbara Floridia.

“È un testo gravemente insoddisfacente rispetto a quelli passati, incomparabile rispetto a quello dei corrispettivi tedeschi, francesi, inglesi”, ha detto commentando con Prima Comunicazione in modo più approfondito le motivazioni che hanno portato al suo passo indietro e al no del Pd.

“Restano alcune diciture imbarazzanti che ci riportano indietro di decenni sui temi della discriminazione. Non è un contratto di obblighi verificabili ma, come è stato osservato, una dichiarazione d’intenti. Per fortuna i vincoli del Tusma, della direttiva europea sull’audiovisivo e dell’European Media freedom Act agiscono da vincolo esterno.”

Eppure i lavori tra i relatori e la presidente 5Stelle della Bicamerale avevano fatto pensare a un epilogo diverso. “Un’occasione sprecata. Il buon clima di confronto tra me e Lupi avrebbe potuto portare l’asticella assai più in alto. Ma vi è stata una resistenza politica, quasi numerica, su altri qualificanti emendamenti”, ha puntualizzato Nicita.
“Sono stati accolti una parte minoritaria degli emendamenti della minoranza. Alcuni articoli fondamentali, come quello delle risorse umane (dipendenti Rai, ndr), non hanno visto nessun emendamento accolto. Due punti qualificanti come l’inserimento dell’allegato 1 nell’articolato e la qualificazione della Digital media Company come “di servizio pubblico” chiesti da tutte le opposizioni sono state ostinatamente respinti”.

“Vero è che una parte del lavoro congiunto è stato fatto ma sempre con il freno a mano e rigettando in modo stupefacente emendamenti del tutto ragionevoli, forse per avere un equilibrio tra numero di emendamenti di maggioranza e minoranza, senza attenzione al contenuto e alla ragionevolezza”, ha ribadito.
“Quello approvato è frutto del dialogo ma non di un lavoro completo, tanto è vero che non vi è mai stata una doppia firma e una firma ritirata ma solo la firma del relatore Lupi alla sua proposta che era molto manchevole di molti emendamenti prioritari proposti. In particolare, ho difeso quello dei 5S che nel loro elenco di ‘priorità1’ avevano 9 emendamenti di cui approvati solo uno e mezzo.”

E’ in questo contesto, dunque, che Nicita e i Pd hanno accolto con sorpresa il voto favorevole del Moviemtno 5Stelle. “Mi resta incomprensibile, rispetto alle informazioni in mio possesso e alle richieste irrinunciabili ricevute, il comportamento finale del M5S di entusiastica approvazione, assai più entusiastica di quella delle destre, con la scelta dei 5s di rifiutare persino una convergenza di astensione dell’opposizione unita”.
“Peraltro, l’argomento che si sarebbe voluto evitare il peggio non regge alla prova dei fatti perché si è votato a valle degli emendamenti approvati e respinti, cioè dopo che alcuni emendamenti erano già stati accolti. È stata fatta una scelta politica da parte del M5S di cui, al momento, guardando alle loro richieste sul mio tavolo, mi sfugge il senso”, ha concluso.