I Fiori del Mulino, agricoltori fotografi per testimoniare la biodiversità

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Il concorso fotografico è stato lanciato da Mulino Bianco all’interno del progetto La Carta del Mulino, con 10 regole per promuovere l’agricoltura sostenibile di grano tenero

Mulino Bianco la più grande azienda di prodotti da forno italiana, parte del Gruppo Barilla, ha avuto una bella idea per incentivare l’agricoltura sostenibile tra le miriadi di aziende sue fornitrici.
E’ la ‘Carta del Mulino‘, il disciplinare di agricoltura sostenibile dedicato alla farina di grano tenero, che prevede 10 regole a cui gli agricoltori aderenti devono attenersi.

Il progetto, che ha debuttato nel 2019, oggi coinvolge oltre 100 prodotti Mulino Bianco realizzati con farina di grano tenero 100% da agricoltura sostenibile.
Le imprese agricole produttrici di grano tenero che hanno aderito al disciplinare sono passate dalle 500 del 2020 alle 2172 nel 2023, anno in cui sono state prodotte 317.000 tonnellate di grano per 244.000 tonnellate di farina.

Tra gli obiettivi della Carta, quello di destinare ogni anno il 3% dei campi di grano tenero a fiori che favoriscono l’impollinazione, un modo per salvaguardare l’ecosistema di api e insetti e la biodiversità.
Un impegno concreto, fatto di vere e proprie oasi d’interesse ecologico, che, non essendo trattate con prodotti chimici e avendo una fioritura a scalare e prolungata, permettono l’insediamento d’insetti impollinatori, di predatori naturali dei parassiti e di piccoli animali.

Il racconto in foto

Una ricerca scientifica condotta dall’università di Bologna ha misurato i benefici sull’incremento in termini di biodiversità e di numero di specie di insetti utili e specie vegetali in seguito all’adesione delle aziende alla Carta del Mulino da cui si evidenza, confrontando i campi con le aree Fiori del Mulino con quelli senza, un aumento in 4 anni del 64% di api selvatiche, 42% di farfalle e 40% di sirfidi.

Per dare una testimonianza visiva di questo impegno ecologico è nata anche l’iniziativa ‘I Fiori del Mulino’ che premia l’azienda agricola che si è distinta nel coltivare il campo fiorito più bello, presentato con una documentazione fotografica. 
Ad aggiudicarsi il primo posto de I Fiori del Mulino è stata l’azienda Boscogranai di Gallerani Vittorio & C. S.S. di Modena, iscritta alla Carta del Mulino solo quest’anno. Al secondo posto, un’altra azienda modenese, Ferrarini Paolo, che aderisce alla Carta del Mulino da due anni.
Al terzo posto, invece, la società agricola “S.Basilio” del dottor Fabbri & C. S.S.di Rovigo,  da tre anni aderente alla Carta.

A scegliere i campi fioriti più belli, una giuria composta da WWF e Mulino Bianco, che ha selezionato i migliori 20 scatti fotografici, e poi i consumatori, che hanno votato per scegliere i finalisti e il vincitore.

“Questo concorso annuale vuole riconoscere il ruolo di migliaia di aziende agricole che, aderendo alla Carta del Mulino, si impegnano a coltivare il grano in modo sostenibile e diventano parte di un progetto di difesa della biodiversità”, racconta Andrea Dipace, responsabile marketing di Mulino Bianco. 
“È emozionante vedere come la promessa di natura, che da sempre fa parte della comunicazione della marca, si traduca in azioni concrete. Ma soprattutto, sapere che questo impegno un giorno diventerà un biscotto, una merenda”.

La scienza per l’ambiente

L’attenzione di Barilla per la sostenibilità però non si ferma qui, come afferma Orlando Visciano, responsabile della filiera sostenibile del grano tenero. “Abbiamo sviluppato con Xfarm, CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e LCE (Life Cycle Engineering) una piattaforma digitale che, attraverso strumenti di agricoltura 4.0 e supporto alle decisioni, avrà lo scopo di guidare agricoltori ed operatori della filiera in scelte sempre più oculate e rispettose per l’ambiente”.

Inoltre sta per debuttare il progetto di ricerca scientifica SOC-RATE (Soil Organica Carbon RATE), realizzato in collaborazione con l’Istituto per la BioEconomia del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-IBE), di cui Barilla è unica partner, che ha l’obiettivo di misurare la fertilità e la salute del suolo in modo semplice, veloce, accurato ed economico rispetto ai metodi tradizionali.

Iniziato nel 2021, il progetto ha un grande valore scientifico e applicativo perché, mentre i metodi di laboratorio esistenti richiedono il campionamento di porzioni di suolo e sono vincolati ai tempi delle analisi di laboratorio, con questo nuovo approccio sarà possibile misurare e monitorare lo stato di salute dei suoli da remoto, attraverso le immagini satellitari, veicolando puntualmente le informazioni alle filiere in modo da supportare gli agricoltori che intraprenderanno il percorso di rigenerazione dei suoli e dei territori. 

“Con questo sistema si riducono i tempi ed i costi per misurare la salute dei suoli grazie a un modello che utilizza i dati acquisiti dalle piattaforme satellitari ESA-Copernicus. Per allenare l’algoritmo alla base di questo sistema – spiega Flavio Bertinaria, Agronomy research Barilla – abbiamo analizzato 600 campioni di suolo, rappresentativi di tutte le variabilità che caratterizzano le aree di coltivazione del grano tenero in Italia. Nel futuro, grazie a questi dati e alle immagini satellitari, riusciremo a misurare, con la giusta accuratezza, il carbonio organico presente nei terreni e a valutarne il loro stato di salute”.