Ue, Breton pensa a un ‘Digital Networks Act’ per le tlc: ridefinire regole del settore

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Agli operatori tlc serve agilità, dice il commissario. Secondo cui una infrastuttura all’avanguardia è un pilastro fondamentale per l’economia

Il Commissario Ue al Mercato interno Thierry Breton vuole lavorare su un ‘Digital Networks Act’ per “ridefinire il Dna della nostra regolamentazione delle telecomunicazioni”.
Sarà “coraggioso, orientato al futuro e rivoluzionario”, ha scritto sui social. Vanno attratti “sempre più capitali privati; nel nostro settore delle telecomunicazioni”.
“Alcuni hanno cercato di ridurre la questione degli investimenti a una battaglia sulla ‘giusta quota’ tra Big Telco e Big Tech”, ma “trovare un modello di finanziamento per gli ingenti investimenti necessari è una questione importante che dovremo affrontare, la posta in gioco è molto di più”.

Infrastruttura pilastro di crescita

Breton, segnala Ansa, ha ribadito l’importanza di “garantire che le nostre reti siano all’altezza del compito in termini di velocità di trasmissione, capacità di archiviazione, potenza di edge/computing e interoperabilità”.
Per l’economia Ue, ha detto, “un’infrastruttura di telecomunicazioni all’avanguardia è un pilastro fondamentale per la crescita, l’innovazione e la creazione di posti di lavoro”.

Attenzione alla frammentazione del mercato

“Gli operatori delle telecomunicazioni hanno bisogno di dimensioni e agilità per adattarsi a questa rivoluzione tecnologica, ma la frammentazione del mercato li frena”, ha aggiunto tra l’altro al termine della consultazione avviata dalla Commissione sul comparto.
“Esistono ancora troppe barriere normative per un vero mercato unico delle telecomunicazioni, sull’acquisizione dello spettro, sul consolidamento, sulle reti legacy, sulla sicurezza e così via. Questo è il chiaro risultato”, ha sottolineato a riguardo.
“Bassi rendimenti sugli investimenti, lunghi periodi di recupero e incertezze del mercato, a loro volta, riducono l’attrattiva del settore delle telecomunicazioni per gli investitori che vogliono investire i propri soldi nella costruzione delle reti del futuro, piuttosto che spremere le reti in rame esistenti”, ha affermato ancora. “A lungo termine ciò può indebolire il settore ed esporlo a acquisizioni ostili, nonostante la natura critica dei suoi asset”.

Gi interventi Ue

L’Ue nell’attuale mercato, ha ricordato, ha definito “obblighi chiari per piattaforme, servizi e prodotti online” con Dsa, Dma e AI Act, oltre a “regole per sbloccare l’economia dei dati” con il Data Act.
“È giunto il momento di lavorare sul livello infrastrutturale necessario per completare il mercato unico digitale”, ha concluso.