Roberto Sergio (Foto Ansa)

Sergio: entro novembre passi fondamentali per il futuro della Rai, anche sul digitale

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Ospite di Ceo for Life, l’ad Rai ha parlato a tutto campo del servizio pubblico. In Rai nessuna censura o epurazione, ribadisce. Annunciando per il 2024 il ritorno di Giletti

Dalla situazione trovata in Rai al rapporto con la politica, dagli addii di peso ai nuovi arrivi, alle critiche sulla programmazione. E ancora il processo di digitalizzazione, la parità di genere e la sostenibilità.
Sono diversi i temi che l’ad Rai, Roberto Sergio, ha affrontato nell’intervista di cui è stato protagonista con il direttore dell’Ansa, Luigi Contu, all’evento Ceo for Life.

Entro novembre passi fondamentali per il futuro Rai

“Ho trovato un’azienda stanca e demotivata perché per troppi anni si è più concentrata in polemiche esterne e interne che in fatti concreti”, ha rilevato Sergio. “Rossi ed io stiamo lavorando e portando entro fine novembre tutto quello che nel passato non è accaduto con il piano industriale, il contratto di servizio, l’accordo definito sul canone in bolletta e se possibile l’extragettito”.
“Dobbiamo investire sull’audiovisivo, anche attraverso parte dell’extragettito, e sulla digitalizzazione e questo lo vedremo nel piano industriale”, ha spiegato.
“Sono fiducioso per il futuro: dal momento in cui riusciremo a chiudere entro novembre queste azioni, la sostenibilità e l’efficienza è possibile, come il ruolo di servizio pubblico”, ha aggiunto.

Tra gli argomenti al momento non “attuali” c’è la riforma dell’informazione della Rai. “Non è un tema attuale, ma è un tema che è alla nostra attenzione. Non è nel piano industriale di novembre”, ha precisato, ricordando che i passati direttori generali “sono caduti su questo tema”.

Luigi Contu con Roberto Sergio (Foto Ansa)

In accordo con Rossi e nessun condizionamento politico

Sergio ha colto anche l’occasione per stoppare le voci su presunte divergenze con il direttore generale Giampaolo Rossi. “Parlo al plurale perché così smentiamo una favola che gira continuamente sui giornaletti vari e quotidiani: Rossi e io stiamo lavorando insieme e stiamo portando entro fine novembre risultati che non si vedevano in alcuni casi dal 2008”, ha chiosato.

In un passaggio Sergio ha parlato del rapporto con la politica. “Prima non c’era interlocuzione con il governo, se nulla è accaduto qualche problema di dialogo c’era”, ha spiegato.
“A differenza di qualche predecessore ho fatto l’inverso: io parlo con la politica, ma non mi faccio condizionare. Non puoi non parlare con la politica con una Commissione di Vigilanza che vigila sull’azienda e un cda nominato dalla politica”.
“La Rai, ha aggiunto, è governativa da quando c’era Renzi: gli ultimi due mandati sono stati governativi. Questo non vuol dire essere di parte, ma avere relazioni corrette con chi decide della vita dell’azieda in quanto servizio pubblico. Non mi sento condizionato, o assediato, mi sento libero e faccio le scelte che ritengo giusto fare”.

Rai in recupero sul fronte digitale

Guardando alla presenza della Rai sul digitale, Sergio, pur consapevole del ritardo, è ottimista. “Abbiamo recuperato alla grande: le nostre piattaforme hanno avuto un’evoluzione fortissima negli ultimi tre anni”, ha detto, ricordando anche le attività da lui messe in piedi quando era alla guida della Radio, prima di diventare ad. “RaiPlay l’ho rilanciata con Viva RaiPlay, RaiPlay Sound l’ho voluta come direttore della radio, abbiamo creato un canale che si chiama ‘No Name Radio’ rivolto ai giovani”.
Insomma, ha chiosato: “siamo nella modernità, forse non lo sanno ancora abbastanza le persone”.

Sergio ha citato anche due anniversari di peso che cadono nel 2024 per il servizio pubblico: “Il prossimo anno, il 3 gennaio, saranno i 70 anni della tv, e quindi della Rai, il 6 ottobre compirà 100 anni la radio”. Due occasioni per le quali “sarà valorizzato in maniera infinita tutto l’archivio televisivo e radiofonico: riporteremo alla luce tutto quello che c’è”, ha detto, ricordando che il cda ha appena validato la scelta di “creare a Torino una sede ad hoc per tutti i nostri materiali digitalizzati”.
“I due personaggi che terranno il fil rouge saranno Pippo Baudo e Renzo Arbore, due figure storiche che racconteranno la tv e la radio”.

Parità di genere e merito

Sergio ha affrontato anche il tema della presenza femminile in Rai, tema su cui si era accesa qualche polemica durante la prima tornata di nomine promosse all’inizio del suo mandato.
“In questo momento, ha evidenziato, il 60% dei vicedirettori in Rai è donna, il 40% maschile: è un percorso che stiamo seguendo”. “Nel momento in cui fai delle scelte, ha precisato, devi vedere chi hai in azienda, se hai a disposizione persone che possano favorire la crescita femminile nei ruoli apicali: il mio capo staff è donna, ai vertici del marketing c’è una donna, sono tutte persone di valore. Tutto questo, però, non si può fare con la bacchetta magica, perché va premiato il merito: bisogna creare le condizioni perché le persone possano crescere e meritarsi quel ruolo”.

Gli addi e i ritorni

Toccando il tasto della programmazione, Sergio, in generale ha ricordato come tra le varie emittenti ci siano diversi “scambi in corso”, annunciando il ritorno di Massimo Giletti. “Rai, Mediaset e La7 si stanno ‘scambiando’ un po’ di persone: da noi è arrivata Caterina Balivo, c’è Nunzia De Girolamo e nel prossimo anno arriverà Massimo Giletti, che oggi ha fatto un video divertente dicendo ‘riparto da zero’, una battuta che significa che sta per arrivare.

“C’è uno scambio continuo”, ha sottolineato, affermando che “chi se ne è andato lo ha fatto per scelta, chi per scelta professionale chi per scelta economica: ma poi non si può dire che l’azienda ti manda via o ti avrebbe condizionato se fossi rimasto…”.
Per poi lanciare una frecciata a Fabio Fazio. “Mi pare che l’autocensura se la sia fatta da solo nel programma che deve partire la prossima settimana, non la Rai”, ha detto, riferendosi evidentemente alla scelta del conduttore di non ospitare Patrick Zaki nella puntata di apertura di Che tempo che fa.
Sergio ha anche chiarito che Bianca Berlinguer “voleva una striscia quotidiana che io non ero in grado di garantire in quel momento, ma né da parte sua né da parte nostra c’era voglia di interrompere la collaborazione. Un domani potrà ritornare”.

Sul caso Foa, Sergio ha detto: “ha fatto un errore di cui si è scusato, in una puntata dove vi è stato un insieme di errori anche della filiera di controlli interni della direzione radio. Foa si è scusato e non è stato ‘epurato’, come qualcuno ama dire…”, ha aggiunto, facendo dei distinguo sul suo caso rispetto ad altri che hanno avuto un epilogo diverso.
“C’è un tema riferito a persone che per comportamenti personali e dichiarazioni fatte io ho ritenuto che non dovessero essere presenti in Rai: è il caso Facci, il caso Saviano”.
E su Fedez? “Il caso è particolare. La notizia della non partecipazione viene ufficializzata casualmente durante il suo ricovero. Quandi si tratta di Rai, c’è la tendenza a strumentalizzare alcune scelte.
Lui non è stato epurato, avrà spazio in futuro. Il problema è che non sono stati definiti i rapporti dopo il Primo Maggio e Sanremo, quando non ha brillato. Tutto questo deve essere chiarito e poi continuerà a partecipare. Che la cosa sia stata collegata a un suo problema di salute mi dispiace, ma non c’è altro motivo che non quello di cui ho parlato”.

L’ad Rai ha preso posizione invece sulle critiche mosse a Pino Insegno. “Sono indignato per la violenza mediatica e preventiva nei confronti di Pino Insegno e del suo programma. Insegno ha una storia professionale di 40 anni, è un professionista serio, che ha accettato una sfida in una programmazione molto complessa. Voglio dare una notizia: il suo programma non viene chiuso, vari blog amplificano notizie false e questo è inaccettabile. Quindi non è TeleMeloni e Insegno continua la sua attività con Il mercante in fiera”, ha detto.

Più Fiorello

Immancabile in chiusura un riferimento a Fiorello. Da ‘vittima’ di Fiorello – “Mi coinvolge negli spot a mia insaputa” -, l’ad ha aperto a una possibile presenza dello showman non solo con Viva Rai 2, in partenza il 6 novembre. “Chi avrà voglia di svegliarsi, di partire con il buonumore, lo vedrà alle 7, poi si potrà rivederlo su RaiPlay”, ha detto. “Ma ci saranno altri momento in radio e tv dove sarà possibile vederlo”, ha concluso.