Gennaro Sangiuliano (Foto Ansa)

Cinema, Sangiuliano: va seriamente riformato

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“E’ un settore dove ci sono stati tanti sprechi”, ha spiegato il ministro. “Chi vuole attingere alle risorse pubbliche deve avere un po’ di moralità”

Quello del cinema “è un settore che va severemente e seriamente riformato”. A dirlo il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, nei giorni in cui il settore è stato oggetto di grande attenzione per il tema dei tagli che – in vista della finanziaria – dovrebbero coinvolgerlo.

A margine dell’inaugurazione della mostra ‘Futurismo Italiano. Il contributo del Mezzogiorno agli sviluppi del Movimento’, da Matera, Sangiuliano ha voluto rbadire la sua attenzione al settore, definendo il cinema “è “una forma d’arte che mi sta molto a cuore e che sta molto a cuore a tutto il governo”.
Ma senza per questo rinunciare a mettere in evidenza delle criticità.

“Il cinema rappresenta una delle espressioni più moderne, quella più comprensibile forse da tutti quanti noi. Certo, questo è un settore dove ci sono stati tanti sprechi: ci sono film che sono stati finanziati e che poi hanno avuto una piccolissima presenza in sala. Addirittura ci sono film che hanno avuto spettatori che si contano sulle dita di una mano e sono stati stati dati milioni e milioni a progetti che non hanno avuto successo”, ha detto. Quindi, ha puntualizzato, “va severemente e seriamente riformato, anche interloquendo con le categorie, però le cose non possono rimanere in questo modo”.

Sangiuliano: chi attinge a risorse pubbliche abbia moralità

“Chi vuole attingere alle risorse pubbliche deve avere un po’ di moralità”, ha aggiunto ancora, citando poi qualche numero del tax credit.
“Anni fa il tax credit ammontava a 400 milioni, in pochissimi anni ha superato addirittura gli 800 milioni, poi si è assestato intorno ai 750 milioni: sono cifre importanti, ci sono tanti cittadini che fanno sacrifici su questioni rilevanti come la sanità, i trasporti, la scuola e quindi chi vuole attingere alle risorse pubbliche deve avere un po’ di moralità”, ha concluso.