Manovra, fondi cinema: via il tetto a stipendi di registi e attori. Ma Bergonzoni rettifica

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Nella legge di Bilancio sembrava essere saltato il tetto per il tax credit cinema sugli stipendi di registi, attori e sceneggiatori.
Nella versione bollinata della manovra, infatti, non risultava più il riferimento al fatto che “il credito d’imposta massimo onnicomprensivo riferibile al compenso” di regista, sceneggiatore, attore e altra figura professionale” individuata nei decreti attuativi del tax credit del cinema non poteva eccedere l’importo massimo previsto dal parametro individuato per i dipendenti pubblici, cioe’ 240mila euro annui.

Ma a qualche ora di distanza è arrivata la precisazione della sottosegretaria Lucia Borgonzoni, che ha parlato di un “mero errore di trascrizione”: “Nella Legge di Bilancio ci sarà – come riportato nella relazione illustrativa – la misura che fissa il tetto limite del credito di imposta riconosciuto sui compensi del regista, sceneggiatore, attore o altra figura professionale”, ha puntualizzato. “A decidere i compensi è ovviamente il mercato. Il contributo dello Stato sarà congruo, ma non illimitato”.

Cosa resta nel testo

Nel testo resta confermata la possibilità i escludere dall’agevolazione (che resta al 40%) le imprese non indipendenti o non europee.
Confermato anche il taglio di 50 milioni al Fondo per il cinema e l’audiovisivo il cui stanziamento massimo passa da 750 a 700 milioni di euro annui.