Google: 26 miliardi all’anno per essere motore di ricerca predefinito sui device

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Come preannunciato, il 30 ottobre il ceo di Alphabet, Sundar Pichai, ha testimoniato nel processo che il Dipartimento di Giustizia Americano ha intentato contro Google, con l’accusa di monopolio.

Nel suo intervento Pichai ha confermato che Big G paga fino a poco più di 26 miliardi di dollari ogni anno per accordi che rendano il suo motore di ricerca il browser predefinito su dispositivi mobile.
Secondo il manager questi accordi possono fare la differenza. Ad esempio, sui dispositivi di Apple consentono di rendere più semplice l’utilizzo dei servizi di Big G anche sui dispositivi made in Cupertino.
E non è un caso che di quei 26 miliardi la fetta più grande – circa 18 miliardi – spetti proprio a Apple, perchè, come ha ricordato Pichai, l’azienda ha controllo non solo sul device, ma anche “sui propri canali di comunicazione”.

Accusa e difesa

L’obiettivo di Google è dimostrare che la sua superiorità non dipenda da questi accordi ma dalla capacità di aver viluppato un prodotto migliore rispetto alla concorrenza. Idea opposta quella dell’accusa secondo cui Google avrebbe utilizzato questi accordi per danneggiare deliberatamente i consumatori, bloccando la concorrenza.