sostenibilità (cco pixabay)

Sostenibilità importante per l’8 italiani su 10. Ma solo 1 Pmi su 4 ha una figura dedicata

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Gli italiani continuano a prediligere prodotti di alta qualità (92%), ma il prezzo resta un fattore critico per l’acquisto (89%). La sostenibilità, ambientale e sociale, è rilevante per l’80% degli intervistati, con particolare attenzione da parte di donne e individui tra i 55 e 64 anni.
A raccontarlo una ricerca Havas sullo stato dell’arte della sostenibilità in Italia compiuta tra ottobre e novembre scorsi su un campione di 500 rispondenti rappresentativi della popolazione italiana e 16 imprenditori del panorama italiano.

Presentata in occasione della XXII Settimana della Cultura d’Impresa di Confindustria ‘Industria 5.0: il futuro è qui. Consapevolezza e sviluppo sostenibile’, la ricerca, sintetizza Ansa, ha messo anche in evidenza che il tema sta diventando sempre più rilevante anche per le imprese.
Ma, pur considerandola una soluzione a lungo termine, solo 1 pmi su 4 ha una figura dedicata.

Innovazione e Ai

L’innovazione tecnologica è fondamentale per la transizione green, con un focus sull’economia circolare e l’integrazione dell’Intelligenza Artificiale.
Le priorità di investimento denotano un chiaro focus verso un approccio integrato alla sostenibilità: digitale, green e capitale umano-formazione Esg, acronimo che vuol dire governance ambientale, sociale e aziendale ma che il 60% degli intervistati ha detto di non conoscere.

L’impegno per essere sostenibili

Nonostante gli atteggiamenti positivi dichiarati, spiega la ricerca, solo il 28% degli italiani si dichiara ‘molto attento’ alla sostenibilità, mentre il 52% si dichiara ‘abbastanza attento’ al tema – associandolo principalmente al riciclo e alla raccolta differenziata. Uno su 5 (20%) si dichiara indifferente o considera la sostenibilità non rilevante.

Mentre la responsabilità individuale è legata all’ambiente e al riciclo, le aziende sostenibili sono giudicate sia per temi ambientali che sociali. Il 46% degli intervistati considera la tutela dei lavoratori come il principale criterio per un’azienda sostenibile, seguito dal rispetto delle pari opportunità (41%).
I giovani si informano e scelgono marchi sostenibili, mentre il 57% degli italiani è disposto a optare per prodotti sostenibili senza impatti sul portafogli, scendendo al 50% nella fascia 45-54 anni.
I consumatori si informano principalmente attraverso canali diversificati, con il sito ufficiale dell’azienda al primo posto (45%).

Le imprese intervistate esprimono la necessità di rivedere le politiche industriali – nazionali ed europee – in ottica di integrazione dei tre aspetti della sostenibilità Esg, per puntare sul made in Italy come leva efficace per valorizzare il nostro Paese sui mercati di tutto il mondo, generando ricchezza e sviluppo nel lungo periodo.