Economia

Mfe legge in positivo la trimestrale. Bene i risultati da sinergie con la Spagna

“Pur in presenza di elementi critici” – la complessa situazione geopolitica mondiale, la volontà della Bce di proseguire la politica di rialzo dei tassi, gli effetti dell’inflazione e degli andamenti pubblicitari nei singoli Paesi di attività – Mfe legge in positivo i dati trimestrali, con “risultati migliori di quelli previsti”, “grazie alla dimensione sempre più internazionale”. E’ il commento con cui la holding tv ha accompagnato la pubblicazione dei conti nei nove mesi del 2023, confermando le stime per l’anno in corso. .

Nel dettaglio, il gruppo ha registrato ricavi netti consolidati per 1.862 milioni rispetto ai 1.900 dello stesso periodo dell’anno scorso, un risultato netto operativo (Ebit) di 98,3 milioni, una generazione di cassa di 285 e un utile netto di 71 milioni contro i precedenti 78,5. Il dato sull’utile viene giudicato dalla società “molto positivo”, perché “va esaminato tenendo anche conto di alcune poste differenziali”, legati alla partecipazione in ProsiebenSat1 Media, all’aumento degli oneri finanziari per i maggiori tassi di interesse sottostanti e l’incremento di quota nelle attività in Spagna.

Stime pubblicitarie

Sul fronte della pubblicità, Mfe ha segnalato che “in ottobre la raccolta del gruppo in Italia ha registrato una crescita sostenuta, pari all’8% in più rispetto allo stesso mese 2022, un incremento che risulta il più alto degli ultimi sette anni. Quanto al mese di novembre, la crescita stimata dovrebbe essere analoga a quella di ottobre grazie anche al buon andamento degli ascolti di tutti i mezzi italiani del gruppo”.

Secondo Matteo Cardani, general manager marketing di Publitalia, in general, negli undici mesi Mfe stima una crescita tra l’1% e l’1,5% rispetto allo stesso periodo del 2022. I risultati dell’intero quarto trimestre sono visti “migliori delle previsioni”, ha aggiunto parlando con gli analisti, pur rilevando che non c’è ancora una stima completa su tutto il 2023, con il mese di dicembre sostenuto dal Natale che è uno dei periodi cruciali per la raccolta pubblicitaria televisiva.

Il peso internazionale

Tra i dati, Mfe ha evidenziato l’impatto che la fusione con le attività spagnole ha generato sulla riduzione dei costi operativi, calati a 1.763 milioni, rispetto all’1.802 nel corrispettivo 2022. Un risultato, si legge nella nota, ancor “più significativo se si considera che nei due Paesi di attività l’inflazione ha raggiunto il massimo storico dall’introduzione dell’euro”.

Per Mfe-Mediaset l’integrazione tra le attività italiane e spagnole prosegue “più rapida del previsto”, ha rilevato Marco Giordani, direttore finanziario, citando una stima per i costi operativi dell’intero 2023 migliorata a 2,46 miliardi, mentre la visione sul 2024 è generalmente di confermare questi miglioramenti. L’attuale contenimento dei costi, non era atteso in modo così ampio e in generale vengono confermate le stime sul margine operativo lordo, con la politica del gruppo che prosegue guardando alla “remunerazione” (cioè alla distribuzione del dividendo) e non solo agli investimenti, ha aggiunto.

Tra gli altri temi, Giordani ha segnalato la decisione di Mfe di confermare la politica sui dividendi, con la previsione di “distribuire almeno il 50% dell’utile netto”.
Per quanto riguarda la possibile integrazione tra Rai Way ed Ei Towers, della quale Mfe-Mediaset detiene il 40%, Giordani ha spiegato che “non vedo accelerazioni nel processo di aggregazione. Ci sono tanti rumors ma smentisco” quanto riportato da alcuni organi di informazione su una recente accelerazione della vicenda. “Noi siamo flessibili” e pronti ad analizzare il dossier, ma al momento non ci sarebbero trattative concrete.

E sull’espansione internazionale? “Stiamo ricevendo molto interesse da diverse aree geografiche”, anche grazie “al nuovo approccio sulla pubblicità integrata”, ha commentato il manager, “ma al momento non c’è nulla di concreto e di operativo”, ha concluso.

Redazione PrimaOnline

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