
280 testate tra quotidiani, periodici e siti di informazione online. 163 profili professionali di direttrici e direttori. 120 editori. E 61 concessionarie di pubblicità.
Questi sono i numeri che raccontano i contenuti del Grande Libro dell’informazione, 340 pagine per conoscere il mondo dell’editoria e del giornalismo italiano.
Un mondo in continua ebollizione per l’inarrestabile influenza che le tecnologie digitali esercitano sulla produzione di contenuti.
Il Grande Libro fotografa quello che succede nel mondo ‘classico’ dei quotidiani e dei periodici, allargando l’attenzione alle testate online sempre più numerose e in connessione con i social media e il loro seguito di influencer. Il web è ormai un protagonista indiscusso sia per dare futuro all’editoria di carta stampata, con nuovi ruoli e sbocchi di business, sia per inventare nuovi protagonisti e prodotti.
Non sono pochi gli esempi che raccontiamo di questo trend: come le storie dei digital brand di Mondadori Media, della ricca scuderia di Ciaopeople, della testata Today diffusa online con 53 giornali locali e un quotidiano nazionale da Citynews, gli hub di Gedi, Freeda e il suo target femminile, e l’accoppiata Chora-Will.
Cantieri aperti si intercettano nelle storie aggiornate di quotidiani e periodici che insieme alla storia della loro nascita, un unicum del Grande Libro, registrano le evoluzioni negli anni.
A tenere la scena quest’anno è la vendita dei sei quotidiani locali del gruppo Gedi – quattro in Veneto (Il Mattino di Padova, La Tribuna di Treviso, La Nuova di Venezia e Mestre, Corriere della Alpi) e due in Friuli-Venezia Giulia (Messaggero Veneto e Il Piccolo) – che ha fatto nascere una nuova società editoriale, Nord Est Multimedia (Nem), formata da importanti industriali locali. E sempre Gedi ha concluso anche la vendita della Gazzetta di Mantova al Gruppo editoriale Athesis, che poi ha sottoscritto un accordo per cedere il 40% delle quote a Confindustria Mantova e a imprenditori della zona, tra cui la famiglia Marcegaglia.
Nel mondo dei periodici Condé Nast Italia ha deciso di fare dei 20 anni di Vanity Fair un evento milionario, con numero speciale che ha registrato la più importante raccolta pubblicitaria di sempre e un docufilm molto ambizioso.
Hearst ha investito sul lancio di Harper’s Bazaar Italia puntando al target del lusso, ma ha anche progetti per il mondo dello sport, e intanto ha ingaggiato Giovanni Audiffredi in arrivo a gennaio per la direzione di Esquire.
I contenuti sportivi, si sa, hanno una inesauribile forza di attrazione per il pubblico e per i partner pubblicitari, come dimostrano le performance della Gazzetta dello Sport al top delle classifiche per risultati in edicola e on line e che con il suo Festival a Trento raccoglie i migliori brand come sponsor.













