Piersilvio Berlusconi, MFE-Mediaset: “Primato ascolti, utili oltre 200 milioni. Competizione tosta”

Condividi

Una crescita della raccolta pubblicitaria vicina al 2% alla fine di un 2023 su cui le stime degli osservatori all’inizio dell’anno avevano ammantato di nubi i destini dei broadcasters. Ottimizzazioni per 91 milioni. Ma anche la reazione positiva all’offensiva degli streamer e a quella degli altri competitor più tradizionali. Il raggiungimento del 40,7% di share nelle 24ore, in crescita netta rispetto al 2019, con il primato storico assoluto conquistato anche sul target individui. La concorrenza non equa degli Over the top, l’assenza di supporto pubblico, gli aiuti del tax credit che finiranno a soggetti stranieri…

E’ tornato l’appuntamento di novembre con Piersilvio Berlusconi. L’anno scorso, nello stesso periodo l’ad di Mediaset -MFE aveva convocato la stampa prima che iniziassero i Mondiali di calcio sulla Rai.

Stavolta l’invito di Berlusconi Junior è arrivato alla fine o quasi di una stagione commerciale in cui solo nelle ultime settimane Canale 5 ha calato, tra i suoi assi nella manica, ‘Ciao Darwin’, ‘Io Canto’ e ‘Zelig’, ma in cui si può già fare il bilancio di un periodo editorialmente e politicamente molto significativo.

PierSilvio Berlusconi e Paolo Calvani

Tanti i temi ‘critici’ potenziali. L’esito dell’innesto di Bianca Berlinguer nella programmazione di Rete4, quello di Myrta Merlino nel pomeriggio dell’ammiraglia e poi, più in generale gli effetti sulla programmazione di una maggiore attenzione a certi codici più soft del linguaggio tv.

  Altro aspetto delicato, la gestione di due mesi in cui sono stati più i conflitti interni al centro destra che la vitalità dell’opposizione a rendere incandescente molto spesso il racconto televisivo della politica. Con il ‘caso Giambruno/Striscia la Notizia’ quale momento di esaltazione parossistica di queste dinamiche, e con le minacce di Matteo Salvini di togliere un po’ di limiti all’affollamento della Rai come ulteriore corollario ansiogeno.

Federico di Chio

Il contesto secondo Di Chio e Paolini

Premessa dell’intervento di Piersilvio, cuore della giornata e come al solito senza rete e senza filtri, gli interventi sul contesto competitivo internazionale di Federico Di Chio, direttore del marketing strategico, e quello sui risultati del gruppo nella competizione interna con gli altri broadcasters a cura di Marco Paolini, direttore generale palinsesto e distribuzione, che passerà il testimone a Giovanni Modina all’inizio dell’anno. A fare da moderatore dell’evento – come sempre, ma per l’ultima volta – è stato Paolo Calvani: anche lui come Paolini ha scelto di andare in pensione da gennaio. Ma torniamo ai numeri.

Andamento totale ascolto tv (24 ore) negli ultimi anni

Che – come hanno raccontato sfornando slide Paolini e Di Chio- stanno dalla parte di Mediaset, che ha retto bene sia la concorrenza degli streamer che – più in particolare – quella degli altri operatori più tradizionali. Il risultato simbolicamente più forte? Forse quello del raggiungimento del 40,7% di share nelle 24ore, in crescita netta rispetto al 2019, con il primato storico anche sul target individui.

Marco Paolini

Subito dopo è salito sul palco un Piersilvio Berlusconi soddisfatto. L’ad di Mediaset ed MFE si è dichiarato contento dei risultati editoriali raggiunti, ma anche di quelli economici e commerciali.

Signorini, Merlino e Berlinguer? Promossi da Piersilvio

Sul versante editoriale, Piersilvio promuove il bilancio, progressivamente crescente del ‘Grande Fratello’ più ‘fair’ di questa edizione. Ma anche quello di ‘Pomeriggio 5’ versione Myrta Merlino, che fa sostanzialmente gli stessi numeri di quello dell’anno passato condotto da Barbara D’Urso, ma li fa con un portfolio target più interessante. E poi PSB si è detto entusiasta anche dei risultati di ‘E’ sempre Cartabianca’ e Bianca Berlinguer, “che – ha sottolineato – ho fortemente voluto con noi per, come direbbe il presidente Fedele Confalonieri, rendere più polifonica Rete4”.

Brillante anche il bilancio economico finanziario. L’ad ha raccontato come all’inizio dell’anno – tra concorrenza piattaforme, inflazione, costi materie prime e produzione, stime pubblicitarie all’insegna del segno meno – Mediaset si sia trovata ad affrontare un ‘decalage’ da 90 milioni da scalare.

”Alla fine – ha raccontato, abbiamo portato a casa efficienze, sinergie, ottimizzazioni che hanno impattato positivamente per almeno 91,1 milioni. Abbiamo preso in considerazione anche il più piccolo dei risparmi e 30 milioni di risparmi sono arrivati dalle sinergie con la Spagna”.

Mediaset-MFE quindi chiuderà il 2023 ancora con una quota rilevante di utili: erano stati 216 milioni l’anno scorso e dovrebbero superare quota 200 anche quest’anno. “Ma è stata durissima” ha rimarcato Piersilvio. Che ha ribadito la difficoltà di competere con una concorrenza, quella degli Over The Top e degli streamer, che paga poche tasse, che spesso non superano il 3%.

Mediaset sfida questi big senza avere alcun tipo di finanziamento pubblico. Non potendo attingere nemmeno al sacrosanto tax credit che però, ha osservato PSB, finisce per essere appannaggio soprattutto dei gruppi internazionali che oramai, in larghissima misura, controllano anche quasi tutte quelle che erano le società di produzione indipendenti del nostro Paese. “Siamo tornati ai livelli di prima con un lavoro pazzesco, abbiamo dovuto cercare l’efficienza ovunque, rimodulare il mix del palinsesto, lavorandoci in maniera diretta e sono soddisfatto”.

Raccolta pubblicitaria a +9% a novembre

Buono, specie negli ultimi mesi è stato l’andamento della raccolta adv. Confortato sulla stima dall’ad di Publitalia, Stefano Sala, Piersilvio ha sottolineato che l’andamento della raccolta pubblicitaria del gruppo, che era cresciuta dell’8% ad ottobre, è migliorato ancora nel mese di novembre, con un saldo positivo del 9%. E’ logico attendersi una chiusura 2023, quindi, che andrà a collocarsi in progresso tra l’1’5% ed il 2% rispetto al 2022. L’andamento in Borsa del titolo? Berlusconi ha ricordato che ha guadagnato il 18% circa dall’inizio dell’anno, in contro tendenza per un comparto in cui quasi tutti gli attori significativi vedono calare il valore della propria quotazione in doppia cifra, tra il -16% ed il -18%. “Ma è vero pure – ha continuato – che rimaniamo ampiamente sottovalutati”.

Rispondendo alle domande dei giornalisti, il capo di MFE ha confermato che nel 2024 non ci sarà una puntuale e vera controprogrammazione al ‘Festival di Sanremo’, ma una politica di continuità delle emissioni già on air. “Manterremo in palinsesto tutte le trasmissioni chiave di Italia 1 e Rete4 e, molto probabilmente anche i live del ‘Grande Fratello’. Discuteremo con Maria De Filippi se programmare normalmente anche il sabato”. La prossima primavera tornerà l’’Isola dei Famosi’ e in casa Mediaset sono tutti favorevoli alla continuazione del rapporto con Ilary Blasi.

Diritti Tv del calcio? Il figlio del fondatore ha spiegato che avrebbe voluto acquisire una fetta dei diritti della Serie A, ma che il costo di questo asset era troppo elevato: “Non era la nostra partita” ha sintetizzato. Fuori portata e insostenibili economicamente anche i costi dei diritti tv della Champions League e delle altre competizioni europee per club. Mediaset però, ha detto Piersilvio, è soddisfatta di avere a disposizione i diritti tv della nuova Coppa Italia e della SuperCoppa, pagati 51 milioni annui più bonus eventuali.

Capitolo estero

Capitolo iniziative estere, con quelle in Germania in primissimo piano: “E’ vero che i rapporti con i vertici di ProSieben sono più distesi, ma continuiamo a non partecipare alla gestione pur essendo il maggiore azionista” ha osservato Piersilvio. Che però si è detto contento del cambio di orientamento del management, che ora vuole riportare il core business televisivo al centro delle attività d’impresa.

“Le attività di E-commerce e Dating andrebbero ‘monetizzate e i capitali acquisiti così reinvestiti nelle attività core” ha suggerito Berlusconi Junior, rimarcando come le strategie europee del gruppo non siano in discussione, anzi. “Le sinergie con la Spagna con la piattaforma digitale di distribuzione di contenuti e adtech in primo piano, hanno come già detto funzionato molto bene. Ci arrivano richieste di collaborazione dal Portogallo e da tanti Paesi europei di primaria importanza e rilievo economico…”.

Capitolo quasi residuale ma non del tutto quello dei rapporti con Vivendi. “Sono cordiali  -ha specificato Piersilvio – loro stanno rispettando il loro ruolo di socio silente: per il futuro non vedo grandissime prospettive ma un ‘mai dire mai’ si può sempre dire”.

Il ruolo della Rai

Nel botta e risposta con i giornalisti sono comunque stati tantissimi i temi toccati. Cosa pensa Mediaset dell’idea di accordare un punto percentuale in più di affollamento per i tetti della Rai, come ad un certo punto era stato paventato da certi ambienti governativi?

Berlusconi Junior ha detto che sarebbe più sensato prevedere il contrario, e cioè un punto in meno di affollamento della concessionaria pubblica, “per il bene di tutti i mezzi e non solo di Mediaset”. L’ad di MFE, piuttosto, auspica un ritorno più fiero e convinto della Rai a fare servizio pubblico, “che non vuol dire una programmazione noiosa o poco attraente”.

Berlusconi pensa che Viale Mazzini debba continuare a investire nell’audiovisivo, nella fiction di produzione, nell’informazione, nel cinema, per il bene dell’economia in senso più esteso ma anche per dell’identità e la cultura del Paese, “visto che l’investimento pro capite di questo tipo nel nostro Paese è molto più basso che in altri Paesi europei”.    

Il rapporto con la Meloni

Infine, il capitolo della politica e del suo rapporto personale con la premier, Giorgia Meloni, dopo il caso dei fuori onda sul suo compagno, Andrea Giambruno, trasmessi da ‘Striscia la Notizia’, che l’hanno portata a separarsene. “Ho prima sofferto e poi sorriso – ha detto il capo di MFE – sulle dietrologie legate ai fuorionda di Striscia: Ricci è Ricci, piaccia o non piaccia, non penso che i rapporti con il governo possano cambiare per la vicenda legata a Striscia, Ricci è Ricci”. Piersilvio ha pure ribadito di avere un ottimo rapporto con la Meloni e di averle parlato dopo quanto era accaduto: “Ho espresso il mio dispiacere a livello umano”.