Intesa Sanpaolo festeggia le sue radici: 200 anni di Cariplo

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Oggi a Milano, al centro Congressi di via Romagnosi, Intesa Sanpaolo e Fondazione Cariplo per celebrare i 200 anni della Cassa di Risparmio delle Province Lombarde hanno riunito banchieri, economisti, docenti universitari.

Dalle relazioni – coordinate da Ferruccio de Bortoli – sono emerse la storia e le finalità della più antica banca lombarda, nata il 12 giugno 1823, e diventata presto motore fondamentale dello sviluppo economico e della cultura del risparmio di quella che già allora era la regione più avanzata d’Italia.
Attraverso gli utili della Cariplo, in gran parte ‘restituiti’ in beneficenza al territorio, le erogazioni elargite hanno infatti contribuito in modo rilevante a creare un complesso sistema assistenziale che ha inciso in modo profondo e duraturo su alcune infrastrutture portanti della società lombarda (ospedali, asili, strutture assistenziali). Un sistema che negli anni si è allargato e perfezionato fino a estendere i suo interventi a tutela dei beni artisti e culturali del territorio.

Oltre 150 milioni per le attività filantropiche

Una serie di finalità richiamate in apertura dei lavori da Giovanni Azzone, da maggio presidente di Fondazione Cariplo, che proprio qualche giorno fa ha presentato il piano d’intervento 2024.
“Fondazione Cariplo da sola mette sul territorio oltre 150 milioni di attività filantropica ogni anno”
ha spiegato Azzone, a margine dell’iniziativa. “E’ uno sforzo che agisce su due livelli, da un lato sulle emergenze immediate e dall’altro cercando di sviluppare risorse in modo da evitare che si creino emergenze per il futuro. Quindi lavoriamo sull’oggi ma anche per il futuro”.

Giovanni Azzone, presidente di Fondazione Cariplo

Bazoli e il percorso di Intesa Sanpaolo

Dopo di lui è intervenuto il presidente emerito di Intesa Sanpaolo Giovanni Bazoli, uno dei protagonisti, insieme all’ex presidente della Fondazione milanese e dell’Acri Giuseppe Guzzetti (anche lui presente all’evento), delle vicende del sistema bancario, e non solo, degli ultimi 50 anni.
Bazoli ha ripercorso la storia che ha portato alla nascita di Intesa Sanpaolo. “Nel lungo percorso che parte dal 1982 (nascita del Nuovo Banco Ambrosiano) e arriva al 2007 (fusione tra Banca Intesa e Sanpaolo Imi) fino ad oggi, l’integrazione tra l’allora Banco Ambroveneto e la Cariplo Spa ha segnato una svolta fondamentale ha detto.
“Nella storia dell’istituto “, ha continuato, “c’è un prima e un dopo, rispetto all’incontro con la Cariplo. I quindici anni dal 1982 al 1997 erano stati per il Nuovo Banco Ambrosiano (a partire dal 1990 Banco Ambroveneto) anni estremamente difficili e rischiosi: in un certo senso, vissuti in continua emergenza. Si affrontava infatti quella che possiamo definire una grande sfida”.

Ripercorrendo gli eventi, Bazoli ha ricordato come “con l’unione di Cariplo e Ambroveneto era nata infatti una banca che avrebbe contribuito da protagonista allo sviluppo del sistema creditizio italiano. L’accordo con la Cariplo ha avuto un’importanza decisiva nella storia di Intesa Sanpaolo, non solo per la crescita dell’azienda bancaria, ma anche per il peso che da allora ha avuto la presenza della Fondazione Cariplo nella compagine azionaria alla guida della banca. La Fondazione Cariplo dal 1997 è diventata coprotagonista dell’impresa ideata e avviata nel 1982 da Ciampi e Andreatta. Il suo intervento è avvenuto in un momento decisivo, permettendo all’iniziativa di realizzare un risultato che è andato sicuramente oltre l’intento iniziale”.

Giuseppe Guzzetti e Ferruccio de Bortoli

“In Intesa Sanpaolo“, ha continuato Bazoli, “riteniamo di avere raccolto l’eredità non solo di ordine aziendale, economico, ma anche di ordine ideale che entrambi questi istituti di credito hanno avuto nella storia del credito italiano, in particolare operando qui nel mondo milanese, ma diventando banche al vertice del sistema. Ci riteniamo non solo eredi, ma impegnati a mantenere questa eredità, che ci tengo a ripetere non è soltanto di ordine economico, ma di ordine civile e spirituale”.

“Oggi Intesa Sanpaolo è una grande banca e Carlo Messina è un grande banchiere. Ed io sono contento di questo e del fatto che Giovani Bazoli ha scelto Messina”, ha dichiarato nel suo intervento Giuseppe Guzzetti. “Noi, come fondazioni bancarie, abbiamo fatto gli azionisti – ha aggiunto – senza mai interferire nella gestione. Questo ha consentito alla banca di crescere, diventare forte ed essere un grande istituto di credito. Il 26 ottobre scorso a Brescia è stato presentato l’impegno di Intesa Sanpaolo sul sociale. Parliamo di milioni sottratti agli azionisti e destinati al sociale. Messina ha dato atto che questa possibilità nasce anche da azionisti pazienti e disposti a fare davvero gli azionisti senza interferire”.

Guzzetti ha insistito molto sulla funzione sociale delle Casse di risparmio e delle Fondazioni di origine bancaria anche a supporto della coesione sociale “una condizione, non un obiettivo” e, quindi, anche della stessa democrazia.

All’evento hanno partecipato Elena Beccali, docente della Cattolica, il critico televisivo del Corriere ella Sera Aldo Grasso (intervenuto per sottolineare l’importanza dell’archivio storico di Cariplo), Roberto Ruozi professore emerito della Bocconi e Paolo Bottura, anche lui docente dell’ateneo milanese.

Infine, dopo gli interventi dell’ex presidente di Fondazione Cariplo Roberto Mazzotta e di Giampiero Fumi della Cattolica, i lavori sono stati conclusi dal Chief Governance Officer di Intesa Sanpaolo Paolo Maria Grandi. “Siamo una banca “, ha detto, “che potrebbe essere tentata da finanziarizzazioni acute, ma che invece non dimentica le proprie radici.
Sono 625 le istituzioni confluite in Intesa. Ho avuto la fortuna e il piacere di avere la responsabilità delle ultime acquisizioni e sottolineo che sono tutte avvenute non con intento coloniale ma con il massimo rispetto della cultura aziendale, che man mano è confluita in quella di Intesa. Fondazione Cariplo è azionista importante e possiamo testimoniare che anche azionista attivo. Non è soltanto un custode, ma è attento a quello che la banca produce ed è in condizione di produrre per tutti gli stakholder”.
“Duecento anni sono tanti, gli ultimi 50 vedono la Fondazione Cariplo centrale nella storia del Paese”, ha continuato Grandi. “Carlo Messina ha usato una parola importante nel discorso a Brescia, che è ‘istituzione’. Cariplo e la Fondazione sono stati lievito dell’economia, essendo al servizio dell’economia reale, e Intesa ha raccolto questa eredità”.