I ‘fuori onda’ di Guardì trasmessi dalle Iene: Rai apre audit interno

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Sessismo, maschilismo, omofobia, concentrati in un susseguirsi di intemperanze e insulti ai colleghi. Le clamorose cadute di stile del regista e autore de ‘I Fatti Vostri’, registrate da un fuori onda trasmesso da Filippo Roma a Le Iene, vanno sotto la lente di un audit interno di Viale Mazzini. Guardì si scusa, Grasso sul Corsera lo stronca a prescindere: simbolo dello svilimento del servizio pubblico…

I vertici Rai mettono in moto le procedure interne di verifica e controllo su Michele Guardì. Il regista e autore de ‘I Fatti Vostri’ è stato suo malgrado protagonista dell’ultima puntata de ‘Le Iene’. Il programma di Italia 1 firmato da Davide Parenti ha infatti trasmesso un servizio di Filippo Roma che ha proposto dei fuori onda imbarazzanti e le dichiarazioni nel merito, di spiegazione, decisamente insufficienti, dello stesso Guardì.

All’indomani della trasmissione i commenti negativi si sprecavano. E in cima a tutte le stroncature, campeggiava quella di Aldo Grasso nella sua rubrica di critica televisiva sul Corriere della Sera. Che sul programma ed il suo autore – a prescindere dal servizio di Italia 1 – ha parlato chiaro: “Penso, non da ora, che Guardì sia l’uomo che più di ogni altro ha contribuito allo svilimento del ruolo del servizio pubblico”.

Patriarcato o sessismo? Omofobia o misoginia? Non è semplice trovare la definizione giusta per catalogare le espressioni usate da Guardì nell’estratto scelto da Roma. “Frocio”, “puttana”, “troia”, “cane Magalli cane…” e tante altre esclamazioni ‘hard’, sono state raccolte attingendo alla trasmissione ‘I Fatti Vostri’ in onda da anni, e con successo, nella seconda parte della mattinata su Rai2, prima del tg delle 13.00. Eccessi di cui l’autore del servizio di Italia 1, Filippo Roma, a chiesto direttamente conto a Guardì nella seconda parte del filmato proposto. Che nel servizio è apparso spiazzato e sorpreso. Da giustificare, inoltre, secondo Roma, c’è anche il ruolo non chiaro del suo autista, inquadrato come autore Rai e a stipendio di Viale Mazzini.

Trance professionale e/o complotto…

Il giorno dopo, più a freddo, Guardi ha dato una solo in parte più meditata versione dei fatti: “Era una serata speciale con dei problemi tecnici, ero nervoso e ho esagerato” ha spiegato il regista siciliano. Aggiungendo all’Ansa: “Si tratta di una cosa di 14 anni fa e nessuno allora si lamentò di quello successe. Hanno riso tutti, nessuno si è ribellato. Basta vedere quello che ha detto Magalli, che ha, tra l’altro, fatto presente che sono una persona molto invidiata. In ogni modo nessuno ha denunciato e il reato di insulto, comunque, si prescrive in cinque anni. È chiaramente una cosa pretestuosa, fatta per darmi fastidio”.

Comunque sia, che ci sia davvero o meno un ‘complotto’ contro l’autore, capace di resistere in palinsesto a tutti i cambi di vertice della tv pubblica, la Rai aveva già nella giornata di ieri dato mandato per l’apertura di un audit interno avviando tutte le procedure aziendali previste in questi casi. Guardì ha commentato che aspetta di sapere quello che la Rai gli chiederà di fare “con il massimo rispetto per l’azienda che mi dà lavoro da 40 anni”.