Cop28 al via: il 2023 anno nero per il clima. Allarme Onu: sull’orlo del precipizio

Condividi

A Dubai prima decisione per rendere operativo il fondo ‘Loss & damage’, con gli aiuti ai paesi più poveri

Si è aperta ufficialmente a Dubai la Cop28, la Conferenza annuale delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico. Oltre 70mila le presenze attese, con lavori e tavoli di confronto che, fino al 12 dicembre, coinvolgeranno i rappresentati di 195 paesi.

2023 anno di record negativi per il clima

L’incontro si è aperto con la consapevolezza che il 2023 sarà l’anno più caldo mai registrato, in grado di battere tutti i record climatici.
“I livelli di gas serra sono a livelli record. Le temperature globali sono record. L’innalzamento del livello del mare è a livelli record. Il ghiaccio marino antartico è ai minimi storici”, ha commentato Petteri Taalas, il segretario generale dell’Omm, Organizzazione Meteorologica Mondiale, agenzia dell’Onu.
Nel dettaglio, per il 2023, i dati fino alla fine di ottobre mostrano che l’anno risulta di circa 1,40 gradi celsius al di sopra del periodo di riferimento preindustriale 1850-1900.
Con una differenza tale rispetto al 2016 e il 2020 – precedentemente classificati come gli anni più caldi – che è molto improbabile che l’andamento degli ultimi due mesi possa influenzare la classifica.

Tra gli altri numeri messi in evidenza dall’Omm, anche i livelli di anidride carbonica più alti del 50%ì rispetto all’era preindustriale, mentre il tasso di innalzamento del livello del mare dal 2013 al 2022 è più del doppio del tasso del primo decennio registrato da satellite (1993-2002), a causa del continuo riscaldamento degli oceani e dello scioglimento dei ghiacciai e delle calotte glaciali.
“Non possiamo tornare al clima del XX secolo, ma dobbiamo agire ora per limitare i rischi di un clima sempre più inospitale in questo e nei prossimi secoli”, ha insistito ancora il Segretario generale dell’Omm.

L’apertura della Cop28 (foto Ansa)

‘Sull’orlo del precipizio climatico’

“Siamo sull’orlo di un precipizio” sul fronte climatico, è stato l’allarme lanciato da Simon Stiell, capo dell’Unfccc (United Nations Framework Convention on Climate Change). “Se non decidiamo la fase terminale dell’era dei combustibili fossili come la conosciamo, accettiamo il nostro declino terminale. E scegliamo di pagare con la vita delle persone”.

Il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres, intervenuto in video, ha esortato i leader mondiali a impegnarsi in un’azione urgente.
“Abbiamo la tabella di marcia per limitare l’aumento della temperatura globale a 1,5° celtius ed evitare il peggiore caos climatico. Ma abbiamo bisogno che i leader diano il via alla Cop28 ad una corsa per mantenere in vita il limite, stabilendo aspettative chiare per il prossimo ciclo di piani d’azione per il clima”.
L’umanità è in “guai seri”, ha aggiunto. “Le cose si stanno muovendo così velocemente che un mese prima della fine dell’anno possiamo già dichiarare che il 2023 sarà l’anno più caldo registrato nella storia dell’umanità”.
Secondo Guterres “stiamo vivendo il collasso climatico in tempo reale e l’impatto è devastante”. “Quest’anno le comunità di tutto il mondo sono state colpite da incendi, inondazioni e temperature roventi. Il riscaldamento globale record dovrebbe far venire i brividi ai leader mondiali. E dovrebbe spingerli ad agire”, ha chiosato Guterres.

Prima decisione sul fondo ‘Loss & demage’

Intanto, nel primo giorno di confronti la prima decisione arrivata è quella di rendere operativo il fondo ‘Loss & damage’, con aiuti ai Paesi più poveri e vulnerabili del mondo, più colpiti dal disastro climatico. C’era già una bozza di accordo relativa alla governance del fondo, che sarà creato con finanziamenti dai Paesi più ricchi e ospitato temporaneamente dalla Banca Mondiale.
Tra i primi impegni, quello degli Emirati Arabi con 100 milioni di dollari, altri 100 milioni dalla Germania, 10 milioni dal Giappone e 60 milioni di sterline dalla Gran Bretagna.