Intesa Sanpaolo ricorda Mattioli, il ‘banchiere umanista’

Condividi

Dopo aver celebrato ieri, insieme a Fondazione Cariplo, le sue radici nel cattolicesimo sociale celebrando i 200 anni dalla costituzione di Cariplo, oggi sempre a Milano, Intesa Sanpaolo ha sottolineato anche il filone laico delle sue origini, ricordando Raffaele Mattioli a 50 anni dalla sua scomparsa.

Mattioli, amministratore delegato della Banca Commerciale Italiana dal 1933 al 1960 e poi suo presidente dal 1960 al 1972, è stato uno dei banchieri più rappresentativi del secolo scorso, ben noto anche all’estero nel mondo dell’alta banca e della finanza internazionale.
Il ‘banchiere umanista” per il suo impegno nella promozione di numerose iniziative culturali, suo contributo per la modernizzazione industriale dell’Italia e per una concezione di ‘banca al servizio del Paese’, e anche per il suo impegno civile più volte dimostrato anche nel salvataggio di molte vite durante la persecuzione degli ebrei.

La giornata, organizzata sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, è stata aperta da un intervento Gaetano Miccichè, chairman divisione Imi – Corporate & Investment Banking Intesa Sanpaolo, a cui è seguito quello del presidente dell’Abi Antonio Patuelli.
“Le grandi capacità bancarie, la sua indipendenza da tutti i potentati di ogni genere e il suo grande prestigio permisero a Raffaele Mattioli di evitare condizionamenti e di rimanere alla guida della Banca Commerciale in contesti politici molto diversi. A cinquant’anni dalla morte ci ha lasciato tanti sempre attuali insegnamenti, insieme bancari, culturali, morali e civili che rappresentano indirizzi sicuri su cui poggiare l’ulteriore crescita economica, civile e sociale di un’Italia europea che ragioni sempre con grandi orizzonti internazionali di pace e di prosperità”.
“La banca deve avere codice etico, questa è l’eredità di Mattioli”, ha sottolineato il presidente di Intesa Sanpaolo Gian Maria Gros-Pietro. “Occorre che la banca si doti di un suo codice etico. Bisogna farlo per davvero, credendoci e portandolo all’interno dell’organizzazione. Ed è questa una delle eredità di Raffaele Mattioli. Non bisogna mai perdere di vista un obiettivo: il denaro si raccoglie e si distribuisce perchè venga usato e usato bene. Noi tutti sappiamo che la banca è uno strumento potente ma se non è guidata bene può fare molti danni”.

Gian Maria Gros-Pietro

Altri episodi della vita e dell’opera di Mattioli, come ‘uomo di lettere e di cifre’ sono stati ricordati dal professiore emeriro della Cattolica Francesco Casarini, dalla storica e archivista Francesca Pino e dal giornalista e scrittore Corrado Stajano. Mentre negli interventi del chief economist di Intesa Sanpaolo Gregorio De Felice, della docente dell’Università romana Tor Vergata Daniela Felisini e lell’ex ministro
Giorgio La Malfa è stata sottolineata l’attività di Mattioli a favore di una banca per lo sviluppo del Paese.

Il ceo di Intesa Sanpaolo Carlo Messina nel suo dialogo con il vice direttore del Corriere della Sera Daniele Manca ha tra l’altro affermato che “quando si parla del Paese riusciamo a parlare solamente delle cose che non vanno”. “E questo succede solo da noi”, ha sottolineato.
“L’Italia, invece, può contare su dei punti di forza che nessuno ha. Si pensi alle imprese, all’export, al grado di ricchezza delle nostre famiglie. Il grado di eccellenza del nostro Paese è molto alto”.
“L’accelerazione che ho dato sugli interventi per contrastare le diseguaglianze è nata da una chiacchierata avuta con Giuseppe Guzzetti”, ha spiegato Messina.” In quella occasione mi parlò della povertà dei bambini a Milan. Ho visto le lacrime negli occhi di una persona che ha una sensibilità su questi argomenti. E questo mi ha fatto riflettere sul fatto che generare redditi molto alti deve poi portare ad una componente per chi è in una condizione di disuguaglianza. Una volta che hai remunerato gli azionisti il reddito che hai generato va restituito prima ai dipendenti e poi a chi è più in difficoltà.
Questo gruppo ha degli elementi di forza assoluta perché è riuscito a mettere insieme i valori dei cattolici con quelli dei laici. E questo anche grazie a Bazoli, Guzzetti, Salza. Quando ho iniziato a fare l’impiegato in Bnl, vedevamo il nome delle altre banche ed oggi penso che sono tutti all’interno del nostro gruppo. Questo ci fa inorgoglire e possiamo dire che noi siamo l’infrastruttura del Paese. Oggi se noi siamo una azienda di successo è perché abbiamo una visione comune con tutte le persone che lavorano da noi”.

Francesco Cesarini, Francesca Pino e Corrado Stajano

Le carte

Le carte di Raffaele Mattioli – 290 faldoni, datati dal 1925 al 1972 per oltre 4mila fascicoli di corrispondenti – sono conservate nell’Archivio Storico di Intesa Sanpaolo e aperte alla pubblica fruizione. La Digital Library, inoltre, rende consultabili, previa semplice registrazione sul portale di pubblicazione degli inventari dell’Archivio Storico, migliaia di pagine digitalizzate, raccolte nelle sezioni “Scritti di Mattioli” e “Scritti su Mattioli”.
Il podcast L’eredità di Raffaele Mattioli: 50 anni dopo, già disponibile su Intesa Sanpaolo On Air all’interno di Anniversari e il documentario ‘Humanitas, Economia, Immaginazione. L’universo di Raffaele Mattioli’ prodotto da RAI Cultura con materiale dell’Archivio Storico di Intesa Sanpaolo, in onda il 13 dicembre su Rai Storia, raccontano l’opera del grande banchiere del Novecento che ha ispirato il potere politico e contribuito da un punto di vista economico e culturale allo sviluppo dell’Italia, tanto da essere paragonato ad illustri personaggi del Rinascimento come Lorenzo de Medici.