Editoria

La maternità migrante nel nuovo numero di ‘Donne Chiesa Mondo’

Con in copertina ‘La Madonna di Loreto con il manto dei rifugiati’ dell’artista Margherita Gallucci, il numero di dicembre di Donne Chiesa Mondo, il mensile femminile dell’Osservatore Romano coordinato da Rita Pinci, racconta i molti volti della “maternità migrante”.
La maternità coraggiosa delle madri che partono da sole o con i figli, sperando in un avvenire migliore, e che affrontano il viaggio sapendo di correre pericoli enormi. Per loro la violenza, lo stupro, la riduzione in schiavitù, a volte la morte sono in agguato insieme alle privazioni.

La maternità sospesa, interrotta, delle madri che lasciano al paese, al villaggio, i propri figli, affidandoli ad altre donne perché li crescano in attesa del ricongiungimento ma a volte per sempre.
La maternità generosa delle madri che si occupano dei figli delle altre che partono, e li crescono come fossero i loro, condividendo il poco che hanno.  

La maternità resiliente delle madri che restano da sole nei paesi di origine, lasciate dai figli che fuggono dalla povertà o per rincorrere un sogno, assediate dal dolore di non sapere la loro sorte e di immaginare il peggio.
La maternità delle donne violentate durante il viaggio e che proteggono la loro gravidanza e il figlio che portano in grembo. Per tutte un dolore e una sofferenza devastanti. 

Nello Scavo, inviato speciale di Avvenire, anni di reportage dalle zone calde del mondo, racconta alcune di loro. “Bisogna mettersi nei sandali rotti di una migrante con figli al seguito per provare almeno a capire”, scrive.

Tre foto di cronaca hanno ispirato tre scrittrici: Nadia Terranova scrive dei bambini nei campi profughi, Maria Grazia Calandrone dedica una poesia a Fati e Marie, quella mamma e la sua bambina morte di fame e stenti nel deserto libico a luglio; Antonella Cilento racconta la nascita della piccola Miracolo su una nave di soccorso umanitaria.
Vittoria Prisciandaro, giornalista di Credere e Jesus, scrive del progetto internazionale per i migranti delle suore della Uisg, la Unione delle Superiore generali. L’inviato di Tv2000 Vito dì’Ettorre incontra le tre suore in trincea a Lampedusa. Gloria Satta, esperta di cinema, una lunga carriera al Messaggero, intervista Matteo Garrone, regista di “Io Capitano”, che racconta le mamme del suo film e parla anche della sua. 

La teologa e biblista Marinella Perroni riflette: ” Cosa può dire la teologia su tutto questo? E’ necessario innanzi tutto ribaltare la prospettiva e chiedersi piuttosto: cosa il dramma della maternità migrante può dire alla teologia?”.

Redazione PrimaOnline

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