Giovanni Gorno Tempini (foto Ansa)

Sostenibilità sempre più centrale in Ue. Gorno Tempini (Cdp): serve approccio di sistema

Condividi

Un approccio sostenibile allo sviluppo economico non è solo necessario per tutelare il futuro del pianeta, ma è considerato un fattore chiave per la crescita in un’Europa in cui ormai la maggior parte dei cittadini ha preso coscienza delle tematiche ESG e le considera una priorità.
È lo scenario raccontato dall’indagine BVA Doxa condotta in Italia, Francia, Germania, Spagna, Polonia e presentata a Milano all’evento ‘Eyes on a sustainable future’, organizzato da Cassa Depositi e Prestiti in collaborazione con Borsa Italiana, in concomitanza con la Cop28 di Dubai.

Occasione di confronto sulle sfide della sostenibilità, sul ruolo della finanza per la transizione ESG, e sui compiti degli Istituti Nazionali di Promozione nella transizione sostenibile in Europa, all’evento hanno presenziato i vertici della francese Caisse des Dépôts (CDC), della spagnola Instituto de Crédito Oficial (ICO), della tedesca Kreditanstalt für Wiederaufbau (KFW) e della Banca Europea per gli Investimenti (BEI).
Gli Istituti di Promozione, evidenzia una nota Cdp, stanno cooperando per creare una rete comune a livello europeo che possa contribuire a potenziare gli investimenti sostenibili.
A livello complessivo le oltre 30 NPBI europee (National Promotional Banks and Institutions) hanno un
patrimonio di oltre 2.700 miliardi di euro e svolgono un ruolo cruciale nel finanziare investimenti per la
crescita sostenibile e inclusiva dell’Europa.

Principali evidenze dell’Indagine BVA Doxa

I cinque paesi rappresentano il 67% della popolazione e il 66% del PIL della UE. Dallo studio emerge che l’Europa ha ormai preso coscienza delle tematiche ESG, la cui conoscenza è diffusa su larga scala, principalmente grazie all’attenzione rivolta a questi temi da televisioni e social.
A mancare ancora, si spiega, è una chiara comprensione delle diverse dimensioni ambientali, sociali e di governance, ma la sostenibilità viene adesso sempre più vista come una necessità, anche da un punto di vista economico.

L’ampia maggioranza dei cittadini europei è favorevole ad accettare un orizzonte temporale di medio-lungo periodo nei rendimenti degli investimenti sostenibili (oltre il 70% degli intervistati) e vede con favore una riduzione del costo dei prestiti alle imprese che si danno obiettivi sociali o ambientali.
Inoltre, secondo il 51% degli intervistati, la sostenibilità avrà un impatto positivo sull’occupazione nel
prossimo futuro.

Il clima la preoccupazione più grande

Il cambiamento climatico e le problematiche ad esso collegate restano le maggiori preoccupazioni e priorità di azione per i cittadini (oltre il 30%), ma inizia a emergere l’importanza della dimensione
“sociale”, con particolare riferimento alle infrastrutture, ad esempio scuole, ospedali e alloggi.
La maggioranza dei cittadini intervistati (il 57%) pensa che le sfide della sostenibilità possano essere affrontate solo attraverso un patto tra Governi e cittadini. E in questo contesto viene affidato un ruolo chiave agli Istituti Nazionali di Promozione nell’accelerare la crescita e lo sviluppo sostenibile dei diversi Paesi europei.

Gorno Tempini: serve approccio sistemico

“In questi giorni si sta tenendo la Cop28 a Dubai e serve lavorare assieme per ampliare l’impegno sulla sostenibilità”, ha esortato nell’intervento di apertura il presidente di Cdp,Giovanni Gorno Tempini, chiamando in causa direttamente gli istituti di Promozione Nazionale.
“Quello che dobbiamo avere oggi per affrontare le sfide della sostenibilità è un approccio più sistemico, che guardi sia agli eventi attuali sia al contesto economico. È ovvio che il problema della transizione digitale e verde ha a che fare con il discorso delle transizioni eque da un punto di vista sociale, perché queste transizioni hanno un costo. Non vi è dubbio sulla direzione che dobbiamo prendere e che non possiamo tornare indietro” ha aggiunto.
“Dunque è importante essere ben focalizzati e avere una visione di lungo termine, pur sapendo che sui temi Esg ci sono diverse sensibilità tra i vari continenti, ma anche regolamentazioni nazionali, ma anche a livello europeo, diversi. Ricordiamo, comunque, che l’Europa è stata abbastanza all’avanguardia per quello che riguarda i report di sostenibilità” ha concluso.

Tra gli altri presenti, sono intervenuti anche Claudia Parzani, presidente di Borsa Italiana, Gelsomina Vigliotti, Vice Presidente della BEI, Dario Scannapieco, ad di CDP; Eric Lombard, ad di CDC; José Carlos García de Quevedo, ad di ICO e Lutz-Christian Funke, Segretario Generale di KFW.
Le conclusioni sono state affidate a Francesco Billari, Rettore dell’Università Bocconi di Milano.