Matteo Salvini (foto Ansa)

L’aria che tira sui giornali. Il “sovranista” Salvini esce allo scoperto e crea qualche problema a Meloni

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Ma sì che vale la pena leggere i giornali che, più attenti di altri ai fatti di cronaca, oggi hanno avuto modo di registrare, e anche di “virgolettare”, lo scontro che, sia pure a distanza, si è consumato tra la premier e il suo ‘vice’ Salvini, su quella che dovrà essere la linea del governo nella campagna elettorale per le ormai prossime europee.
Ecco difatti che la Meloni incontra a Belgrado il premier serbo Aleksander Ulcic per offrirgli su un piatto d’argento, e a nome della presidente Von der Leyen, l’ingresso nella Ue e Ulcic che, di fronte ai cronisti,
accetta, ringrazia e poi incensa di lodi la nostra premier: “una leader a livello mondiale dotata di un talento veramente enorme”.
A distanza, ci pensano Salvini e lo stuolo dei leader sovranisti che ha convocato alla Fortezza da Basso di Firenze a “gelare” lei, Von der Leyen e tutti i partiti europei che vorrebbero lasciare Bruxelles così com’è.

Il leader leghista, che non a caso indossa anche la camicia nera, invece spara a zero contro un establishment che la potente destra che ora messo salde e copiose radici in Europa intende “rivoltare come un pedalino” su tutti i fronti compreso quello di un’immigrazione che sta snaturando la nostra cultura e la nostra storia.
Quanto basta per capire che ora Salvini intende giocare a carte scoperte cercando di portare dalla sua parte tutti quegli elettori che anche in Italia la pensano come lui.
E i cronisti a chiedersi quali conseguenze questo vistoso strappo potrebbe avere sulla tenuta del governo.

I salviniani provano invece a “minimizzare” l’accaduto, sostenendo che niente potrà alterare o
indebolire quello che è, da parte della Lega, il convinto, tenace e quotidiano sostegno al governo della premier e alla compagine del suo governo.
Anche se non andrebbe trascurata la “sintonia” che, in passato, vi era stata tra la Meloni e la Lega su quanto si sarebbe dovuto fare e disfare per cambiare dalle radici la politica della Ue.
Ciò non toglie che Salvini ora punti, con tutti i mezzi, a guadagnare consensi in una destra “sovranista” che in molti paesi sta crescendo a vista d’occhio.