Una cinquantina le realtà coinvolte, comprese aziende, università e startup
Sviluppare prodotti e servizi di Intelligenza Artificiale aperti e sicuri. E’ l’obiettivo che si pone AI Alliance, iniziativa lanciata da Ibm e Meta. Una 50ina i membri fondatori a livello globale, tra cui figurano aziende, sviluppatori e utenti, come Amd, il Cern, Dell Technologies, Oracle, Red Hat, Sony Group, la Nasa, diverse università, come Yale e Berkeley, e startup.
L’iniziativa non è la prima di questo tipo. A fine luglio realtà come Goolge, Open Ai e Microsoft avevano annunciato la formazione del Frontier Model Forum, organismo che – avevano spiegato – ha come obiettivo quello di garantire “uno sviluppo sicuro e responsabile dei modelli di IA”.
Obiettivi
AI Alliance, spiega una nota, è focalizzata sulla valorizzazione di una community aperta, e sul dare la possibilità a sviluppatori e ricercatori di “accelerare l’innovazione responsabile nel campo dell’intelligenza artificiale, garantendo allo stesso tempo rigore scientifico, fiducia, sicurezza, diversità e competitività economica”.
L’alleanza vuole individuare parametri di riferimento entro cui creare progetti che hanno al centro l’IA ma anche sostenere gli sviluppatori nell’integrare tali metriche nei loro prodotti.
L’impegno di Meta e Ibm
Dal suo punto di vista, Meta concentrerà risorse e conoscenze per analizzare i temi relativi alla sicurezza, fornendo anche una piattaforma per la condivisione e lo sviluppo di soluzioni.
E, insieme ad Ibm, incentiverà l’adozione di strumenti tecnologici in grado di sostenere il peso della realizzazione di servizi di IA.
Il fine è “mostrare come i membri stiano usando la tecnologia aperta nell’IA, in modo responsabile e per un beneficio collettivo”.
Formazione e consiglio direttivo
L’iniziativa prenderà il via con la formazione di gruppi di lavoro diretti da membri delle principali aree tematiche. L’Alliance istituirà inoltre un consiglio direttivo e un comitato di supervisione tecnica.
“Ci proponiamo di collaborare con importanti iniziative già esistenti – prosegue la nota – promosse da realtà istituzionali, organizzazioni no-profit e della società, che stanno svolgendo un lavoro prezioso e in linea con lo sviluppo dell’intelligenza artificiale”.

















