Meloni e Metsola (Foto LaPresse)

L’aria che tira sui giornali – Il rebus Salvini, Un problema per la premier

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“Nei momenti difficili il campo largo può essere una scelta opportuna anzi la migliore” dice a mezza voce Mario Sechi.

Serata da non perdere ieri da Lilly Gruber sulla 7 dove l’editorialista di Repubblica Massimo Giannini e il direttore di Libero e fino a poche settimane fa anche apprezzato consulente e portavoce di Giorgia Meloni hanno detto la loro – a Montecitorio non si era parlato d’altro – sull’imbarazzo non da poco che doveva aver provocato alla premier la sortita ultra ma proprio ultra sovranista dell’alleato Matteo Salvini che, come un missile di Hamas, mandava in frantumi la politica di destra ma non troppo che Palazzo Chigi aveva impostato in vista delle elezioni europee.

E Giannini che infilza la Meloni per la sua incapacità di tenere sotto registro una maggioranza che , a causa di Salvini, non si sa più da che parte sta. Ma ecco che Sechi, il freddo – mai una battuta fuori posto – che pacato ricorda agli spettatori che, da sempre, in questo paese, la politica “del campo largo” ha prodotto buoni risultati anche se poi è compito del capo del governo e del leader del partito che ha ottenuto il maggior numero di voti indicare la via mediana e vincente.

Difficile immaginare quanti ascoltatori del programma possano aver compreso e quindi, in qualche modo, condiviso, il “succo” di quella che pare essere la linea che la premier intende seguire per governare e anche uscire vincente dalle elezioni europee. Proviamo a riassumerla in tre punti. 1- La Meloni e nessun altro ha ancora oggi nel paese, i consensi che permettono al governo di tirare avanti. Quindi giochi pure Salvini con i sovranisti a casa sua in vista delle elezioni ma non si azzardi ad andare oltre. 2- Lo stesso vale per Forza Italia che mai – lo dicono ogni giorno i sondaggi – avrà consensi tali da poter modificare o alterare la linea politica scelta dalla premier.

E non è detto che questo per la Meloni non possa diventare, quando e come non si sa, un rovinoso boomerang. Anche se tra non molto la premier dovrà spiegare meglio da che parte la sua destra voglia davvero andare.

Certo il fatto che la Meloni abbia voluto ricevere a braccia aperte la presidente del parlamento europeo, Metsola, eletta con i voti del Ppe e della sinistra fa pensare che non intenda dare spazio, ruoli e altro ai sovranisti che il leader della Lega ha riunito a Firenze. Ma la domanda resta in piedi: quando la campagna elettorale per le europee esploderà sulle prime pagine dei giornali e nei governi Matteo Salvini accetterà di restare ancora confinato “ai giardinetti”?