Bandiera Ue (Photo by ALEXANDRE LALLEMAND on Unsplash )

Ai Act, intesa Ue. Ecco le prime regole al mondo sull’intelligenza artificiale

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Dopo un negoziato fiume di oltre 36 ore, le istituzioni Ue hanno raggiunto l’accordo sull’AI Act, la legge europea sull’intelligenza artificiale.
Si tratta del primo quadro normativo sui sistemi di AI nel mondo. Un passo storico, come l’ha definito su X il commissario europeo al Mercato Interno, Thierry Breton “L’Ue diventa il primo continente a stabilire regole chiare per l’uso dell’IA. L’AI Act è molto più di un regolamento: è un trampolino di lancio per startup e ricercatori dell’Ue per guidare la corsa globale all’intelligenza artificiale”, ha cinguettato.

Il testo

Bruxelles si è mossa su un terreno inesplorato, ma che necessita di essere definito davanti alle opportunità e ai rischi derivanti dallo sviluppo dell’IA, esploso con la diffusione di chatbot come ChatGPT. Obiettivo della normativa è garantire che l’IA protegga i diritti fondamentali, la democrazia, lo Stato di diritto e la sostenibilità ambientale, stimolando al tempo stesso l’innovazione e rendendo l’Europa leader nel settore.

Nocciolo duro della legge è l’adozione di un approccio basato sul rischio. In altre parole, è prevista una serie di obblighi a fornitori e sviluppatori di sistemi di IA a seconda dei diversi livelli di rischio identificati. Uno dei capitoli più importanti, sintetizza Ansa, su cui il negoziato si è incagliato per ore, è quello delle pratiche di IA vietate perché comportano un rischio inaccettabile per la sicurezza e i diritti fondamentali. Simbolo di tutte le battaglie è il divieto dei sistemi di identificazione biometrica in tempo reale e a distanza, come il riconoscimento facciale, il cui uso sarà ora limitato a casi specifici.
Tra i punti controversi, anche quello sui modelli di fondazione come GPT-4, alla base di ChatGPT. L’accordo prevede obblighi più stringenti per i modelli ad alto impatto con rischio sistemico. Norme che Berlino, Parigi e in parte Roma avrebbero voluto diluire in codici di condotta, temendo che gli oneri imposti soffocheranno l’innovazione in Ue.

Soddisfazione per Metsola

Soddisfazione è stata espressa anche dalla presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, che ha definito l’intesa un “momento storico per l’Europa digitale”. “Una legislazione all’avanguardia, responsabile e completa che fissa standard globali. L’Europa ha guidato e ha dato risultati” ha scritto su X, ringraziando i relatori per il Parlamento europeo dell’AI Act, Brando Benifei e Dragoș Tudorache, e la squadra dell’Eurocamera.
“Un passo significativo per lo sviluppo dell’IA” è stato anche il commento del ministro delle Imprese, Adolfo Urso, e del sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’Innovazione, Alessio Butti, all’intesa politica che ora dovrà incassare l’approvazione finale degli Stati membri, oltre che del Parlamento europeo.