Harper’s magazine dedica la copertina al reportage dalla Russia di Marzio Mian

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“Oltre la nuova cortina di Ferro”. Con questo titolo Harper’s magazine dedica la copertina dell’ultimo numero a un reportage di dieci pagine esclusivo dalla Russia del giornalista e scrittore italiano Marzio G. Mian.

Photo©Alessandro Cosmelli

È la prima volta che la firma di un giornalista italiano compare sulla copertina della più antica e prestigiosa rivista americana. Insieme al fotografo Alessandro Cosmelli, la scorsa estate Mian è riuscito – non senza rischi – a viaggiare in Russia per quasi un mese e per seimila chilometri seguendo la rotta del fiume Volga, dalla regione di Tver, tra San Pietroburgo e Mosca, fino ad Astrakan sul mar Caspio. L’obbiettivo era di raccontare un Paese che appare ancor più misterioso, lontano e ostile che ai tempi dell’Urss, soprattutto perché Putin ha dichiarato guerra anche alla stampa internazionale. Mian e Cosmelli, che da molti anni lavorano in coppia, hanno cercato di indagare su che cosa vuol dire essere russi oggi, mentre il Paese è in guerra contro l’Ucraina, in conflitto con l’Occidente e ha sovvertito l’ordine internazionale.

Lungo il Volga si trovano alcune delle più importanti città russe da Jaroslav, a Nyzhni Novgorod, a Kazan, a Ulyanovsk, città natale di Lenin, a Samara e Volgograd, l’ex Stalingrado. È il fiume dove si è formato l’impero zarista, dove si sono radicate la cultura, l’identità e la fede della Russia. Mian e Cosmelli nel reportage raccontano l’impatto delle sanzioni, la nascita di un movimento di autarchia agroalimentare, il ritorno del mito dell’Urss e soprattutto di Stalin. Ma anche l’esistenza di comunità clandestine di pacifisti, e il ruolo dei pope ortodossi nella propaganda neo-imperiale di Putin.


Mian, affiliato al Pulitzer Center di Washington, è un conoscitore della Russia ed è riuscito negli ultimi anni a viaggiare anche nel suo grande Nord, una delle aree più sorvegliate e militarizzate del mondo. Con un longform pubblicato da Internazionale sulla presenza di una centrale nucleare galleggiante nell’estremo nord est della Russia artica ha vinto il True Story Award 2023 a Berna per il miglior reportage internazionale. Dopo una lunga vicedirezione a Io donna del Corriere della Sera, collabora con Internazionale, il Giornale, l’Espresso, Neue Zürcher Zeitung, Reportagen, Revue XXI, Rai e Sky. Ha fondato negli Usa l’organizzazione giornalistica non profit The Arctic Times project, per raccontare sul campo le conseguenze del cambiamento climatico nell’Artico. Ha co-fondato in Italia The River Journal project, collettivo che racconta l’attualità e il contemporaneo attraverso i grandi fiumi del mondo. Il suo ultimo libro per Neri Pozza è “Guerra Bianca, sul fronte artico del conflitto mondiale”.