Connexia si accende con Barilla, Rovagnati e Gemmo. E punta forte sugli ESG

Condividi

L’ultimo scorcio del 2023 per Connexia è di quelli che lasciano il segno. Il CEO dell’agenzia, Paolo d’Ammassa, e l’Executive Creative Director Riccardo Catagnano raccontano di una fine d’anno illuminata da due ambiziosi film extra formato realizzati per Gemmo e Rovagnati e trasmessi in Tv durante le Feste. E mentre prosegue il rapporto con Barilla, l’offerta di consulenza legata alle tematiche ESG diventa sempre più un driver per il 2024.

Non è più possibile annoverarla tra gli outsider o i protagonisti di medio peso del mercato dell’advertising, del marketing e della comunicazione. Forte di 160 persone, da due anni confluita nella MarTech company Retex, Connexia si posiziona come full service agency di «spessore», avendo potuto contare – anche nel 2023 – su risultati di new business significativi. “Chiudiamo l’anno in saldo positivo e abbiamo buoni motivi per pensare di poter fare altrettanto anche nel 2024” commenta il CEO dell’agenzia, Paolo d’Ammassa.

Natale col botto

Le luci della ribalta sui media, poi, si sono accese in maniera molto speciale nel mese di dicembre, grazie a due progetti di comunicazione targati Connexia.

Alessandro Gassmann nel film Gemmo

Ovvero con l’on air, in Tv e in prima serata, di due film, da oltre un minuto e mezzo, che raccontano due storie familiari davvero peculiari del nostro sistema-Paese: la straordinaria video opera con Alessandro Gassmann dedicata a Gemmo – leader vicentino con un vissuto centenario, fino a oggi svolto un po’ sottotraccia, nei grandi sistemi di illuminazione pubblica – e il cortometraggio animato che racconta la vita e il sogno imprenditoriale di Paolo Rovagnati, la  sua intuizione, la decisione di innovare e produrre il prosciutto perfetto. Cosa che, alla fine, gli è riuscita, cambiando la storia della gastronomia italiana.

Valori e genetica

Emergono, così, con la giusta dose di emotività, alcuni dei valori d’impresa che, per fortuna, rimangono resilienti e costanti lungo tutto il nostro Stivale. La tenacia, il coraggio, la visionarietà, ma anche l’«ossessione» per la qualità, tratti genetici e culturali del Made in Italy, a tutti i livelli, difficili da trovare fuori dal nostro contesto industriale.

Per fare emergere questo storytelling, Connexia si è confrontata con una moderata tendenza a ritrarsi o, per lo meno, a custodire le proprie storie identitarie, tenendo fuori dal racconto di marca questi aspetti «sensibili».  

Paolo d’Ammassa

d’Ammassa: “L’integrazione con Retex è ora compiuta e prolifica”.

d’Ammassa, CEO e Founding Partner di Connexia, è orgoglioso delle due case history appena citate, arrivate alla fine di un 2023 positivo. L’integrazione con Retex si è perfezionata sempre meglio e funziona a più livelli. Alcune verticalità Tech e Data sono passate in capo all’attrezzatissima società capofila. “Oggi – racconta d’Ammassa – Connexia preferisce concentrarsi un po’ di più su creatività e marketing, conservando comunque l’orizzontalità e la versatilità di un’agenzia indipendente. Nel corso del 2024 inaugureremo un nuovo pay off, che darà conto di questa fisionomia più verticale sulle attività di branding e comunicazione”.  

Nel corso del 2023 Connexia si è proposta al mercato con la propria offerta di servizi integrati, che va dalla creatività alle PR, passando per il marketing esperienziale, il phygital, le attivazioni con gli eventi. “Per chi, come noi – aggiunge d’Ammassa – annovera anche un vissuto da agenzia digitale, è fondamentale essere dotati di certificazioni di primissimo livello, da premium partner, per quello che riguarda i rapporti con le piattaforme digitali. Questa componente arriva a rappresentare anche il 50% del nostro giro d’affari. Siamo full service per il 30% dei clienti, mentre il restante 70% ha con noi un rapporto collegato a due o tre business line, ma anche alla singola area di specializzazione”.

Due ambiti-chiave d’intervento, nel 2024, saranno sicuramente l’AI – nel pieno rispetto di una filosofia human based – e la cultura ESG. “Per l’integrazione dell’Intelligenza Artificiale nella nostra offerta siamo in una fase avanzata di sperimentazione, e qui la sfida che si pone per noi è, in primo luogo, quella di aiutare le nostre persone a fare evolvere le proprie attività di lavoro quotidiano, perché siamo certi che l’AI possa aitare molto, più che sostituire, le nostre risorse”.

Lato ESG, d’Ammassa sottolinea come Connexia possa da tempo legittimamente dire la propria. “Sugli ESG e le tematiche legate alla Sostenibilità abbiamo condotto come prima cosa un lungo processo interno di verifica, mettendoci in discussione, lavorando su noi stessi e crescendo, fino a diventare Società Benefit. Partendo da questa base valoriale, da questa autoanalisi molto profonda, è stato poi naturale sviluppare un nostro metodo di approcciare questi temi e costruire un’offerta consulenziale per tutti i clienti che vogliono trasformare le proprie imprese in Good Company. Che per noi – sottolinea d’Ammassa – significa una modalità evoluta di condurre il proprio business, perseguendo, contemporaneamente e senza contraddizioni, la generazione di valore, economico e sociale, in coerenza con una brand personality forte e un purpose distintivo, con un impatto positivo all’interno dell’azienda, sulla comunità e nel territorio in cui si opera”.  

d’Ammassa è molto soddisfatto del new business sviluppato negli ultimi mesi. “Siamo entrati nel mondo Barilla nel 2023 col il brand Togo e confidiamo di poter essere coinvolti anche su altre linee di prodotto. Per noi nel 2024 il rapporto con il colosso di Parma sarà un motore molto importante di crescita”. Tra le azioni integrate portate avanti con Retex, invece, d’Ammassa ritiene esemplare la vittoria conseguita nella gara Asus, in cui, a fianco di Connexia, era schierata Witailer, il brand di Retex specializzato in marketplace e business intelligence, con un focus sul mondo Amazon. Buoni propositi per il 2024? “Ci piacerebbe tornare a fare valere il nostro know nel settore delle Telco, magari con Fastweb, che è stato l’ultimo nostro partner di questo comparto” commenta d’Ammassa.

Riccardo Catagnano

Intervista all’Executive Creative Director di Connexia

Catagnano: “Gemmo e Rovagnati, due belle storie valoriali”

Se volete analizzare lo stato di salute di un’agenzia creativa, “verificate quante industry, marche e prodotti fanno parte del portfolio”. Il suggerimento arriva da Riccardo Catagnano, Executive Creator Director di Connexia, secondo il quale un parco clienti ampio e variegato rappresenta certamente un buon indicatore di come, all’interno della struttura, ci sia la tensione giusta, sul versante commerciale e sul versante creativo.

Catagnano, come è andato il 2023 di Connexia dal punto di vista creativo?

È stato un anno spumeggiante, con tante collaborazioni sfidanti e complesse, e industry molto diverse tra loro cui prendere le misure e da raccontare. I settori di business dei nostri clienti sono tutti «attuali», in vivace trasformazione, vicini alla vita vera delle persone. Il nostro «indice’ di contemporaneità» è notevolissimo, visto che ci occupiamo di Energia, Grande Distribuzione, Servizi, Banche, Assicurazioni, solo per citare alcune delle industry con le quali ci confrontiamo quotidianamente.

E ora avete appena prodotto i film per Rovagnati e Gemmo. È la prima volta che vi misurate con questo tipo di operazioni.

Tra le diverse opportunità di comunicazione percorribili, entrambi i clienti hanno condiviso e apprezzato la proposta del film emotivo, un’idea che, per ragioni differenti, hanno sentito come la strada più corretta per loro in questo momento.

Si tratta di operazioni delicate.

Vero. Quando si deve toccare quel tasto, in primis bisogna assicurarsi che ci siano i presupposti corretti per farlo. Ebbene, in entrambi i casi abbiamo visto subito che la storia c’era. E che era giusto raccontarla in una certa maniera, in chiave d’intrattenimento. Sono ambedue racconti di marca, certo, ma soprattutto storie con un denso significato umano. Se le racconti bene, se rispetti l’aspetto di universalità di certe esperienze, allora riesci anche a generare identificazione ed empatia, a traghettare il contenuto dalla pubblicità pura alla comunicazione.

Partiamo dal film di animazione su Paolo Rovagnati.

Rovagnati racconta la caparbietà, la perseveranza, la tenacia di una persona che ha fatto di tutto per realizzare il proprio sogno. Negli anni ‘50 Paolo Rovagnati si è messo in testa di produrre il miglior prosciutto cotto (n.d.r.: prima della rivoluzione introdotta da Rovagnati, il prosciutto cotto si otteneva dagli «scarti» del prosciutto crudo) che l’Italia e, probabilmente, il mondo intero avessero mai avuto la possibilità di mangiare. E alla fine ci è riuscito.

Perché la tecnica dell’animazione e quella del fumetto?

L’abbiamo preferita all’animazione 3d o alla fiction perché si tratta di una costruzione più semplice e immediata, genuina e «primaria», come la storia che volevamo raccontare. Un contenuto senza una sola parola proferita, eppure comprensibile da tutti. Abbiamo scelto uno stile pulito, codici semplici, e questo rende il messaggio interessante anche per le generazioni più giovani, che di solito faticano a immedesimarsi con la comunicazione corporate.

In Gemmo, invece, c’è Alessandro Gassmann a Vicenza di notte. Sembra un po’ Alberto Angela…

Gemmo è un’altra storia bellissima, scritta da imprenditori «illuminati», da tutti i punti di vista. Tre generazioni della stessa famiglia sono state impegnate per cento anni sul prodotto, senza alzare troppo la testa dal loro lavoro. Una tipica storia d’imprenditoria italiana, in cui per tanto tempo il marketing è arrivato dopo e il valore di marca è rimasto sottotraccia. Se l’Aeroporto di Fiumicino mantiene sempre accese le luci di atterraggio, qualunque cosa accada, è perché esiste il sistema di illuminazione di Gemmo. E lo stesso vale per molti ospedali, porti, tunnel. Senza contare molti dei nostri beni artistici e culturali che, attraverso la luce, vengono sapientemente valorizzati.

La presenza di Gassmann, che nel suo monologo attraversa idealmente i luoghi più suggestivi di Vicenza, la città in cui nasce e da cui si dirama tutta l’attività di Gemmo, la colonna sonora di Fabrizio Campanelli, la regia e i consigli di Luca Lucini hanno reso il racconto ancora più coinvolgente.

Gassmann che sembra Angela? Non è una forzatura. Con l’applicazione delle più moderne tecniche di restauro e manutenzione, Gemmo da decenni restituisce nuova vita al patrimonio artistico italiano, consapevole che cultura e bellezza sono i fattori costituivi della nostra identità nazionale e che, come tali, vanno preservati e tramandati.

Per entrambi i film citati – Rovagnati e Gemmo – si può dire che l’Intelligenza Artificiale non potrà mai governare un processo strategico e creativo così complesso?

Per quello che riguarda l’AI, la sfida è avvicinarsi all’innovazione senza pregiudizi da puristi, alzando ulteriormente la posta nei processi di elaborazione strategica e creativa. Ma è la qualità del pensiero umano che siamo in grado di erogare che rimane il punto nodale. È ciò che fa ancora la differenza.