Rai celebra i 70 anni della tv con il film ‘La luce nella masseria’

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Prodotto da Luca Barbareschi, in prima serata il 7 gennaio su Rai1, protagonista Domenico Diele

Settanta anni dopo l’inizio delle trasmissioni tv della Rai, il 3 gennaio del 1954, l’evento viene celebrato da Viale Mazzini anche con la messa in onda in prima visione e in prima serata il prossimo 7 gennaio su Rai1 – con una anteprima il 3 gennaio organizzata dalla Lucania Film Commission con il cast in Basilicata – del film ‘La luce nella masseria’, prodotto da Luca Barbareschi con Eliseo Entertainment in collaborazione con Rai Fiction, diretto dai registi Tiziana Aristarco e Riccardo Donna, con protagonista Domenico Diele, affiancato fra gli altri da Aurora Ruffino e Renato Carpentieri e dal giovanissimo Giovanni Limite, voce narrante sullo sfondo dei ‘Sassi’ di Matera, dove viene ‘accolto’ con diffidenza dai più anziani e con stupore dai più giovani l’arrivo di un elettrodomestico straordinario, la televisione, nuovo elemento di socialità.

“Abbiamo creato una bella favola di Natale, perché le favole servono: quelle educative e quelle leggere, quelle che ci portano lontano e quelle che ci ricordano cosa siamo stati e forse non torneremo mai più a essere – spiega Maria Pia Ammirati direttrice di Rai Fiction ripresa da Adnkronos – Questa ‘Luce nella masseria’ è una favola luminosa e parla di tv, della Rai e di un servizio pubblico che ha contribuito a rifondare il Paese dotandolo di un linguaggio comune in tutti i suoi mille e mille borghi. Il film è davvero frutto di un grande lavoro, produttivo e artistico”.

Per Luca Barbareschi, “la Rai rappresenta l’ultima possibilità di offerta di una narrazione per il nostro Paese; semmai, se devo segnalare un’unica pecca, riguarda il marketing che andrebbe sfruttato meglio. Sentiamo il senso di una missione, che io ho imparato ad avere perché prima, venendo dal teatro, ero più provocatorio. E’ bellissimo vedere, in questo film tv, come eravamo totalmente innocenti anche attraversando eventi tragici”. E osserva: “Sono stati sempre gli artisti a scoprire le tragedie di questo Paese, fu lo scrittore Carlo Levi a denunciare le condizioni di vita nei ‘Sassi’ di Matera e un’opera simile la compì poi Pier Paolo Pasolini”.

Il protagonista Domenico Diele – “Ha tanto sofferto ed è rinato”, sottolinea Barbareschi, con un implicito riferimento al procedimento giudiziario che ha portato l’attore toscano ad essere condannato per omicidio stradale, dopo l’incidente che lo vide alla guida della sua auto con patente scaduta e sotto effetto di stupefacenti e dopo un periodo rinchiuso in carcere con sentenza definitiva e ora affidato ai servizi sociali – afferma: “Porto la parte più tragica fra i personaggi di questo film, un uomo colpito da una malattia nervosa degenerativa che lo porterà a non poter più camminare”; mentre “sulla mia vita privata non posso rispondere, posso solo dire che sono grato di poter lavorare”.