Padre Benanti

Padre Benanti è il nuovo presidente Commissione AI per l’informazione

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“Padre Benanti è il nuovo Presidente della Commissione AI per l’informazione. Professore della Pontificia Università Gregoriana, è l’unico italiano membro del Comitato sull’intelligenza artificiale delle Nazioni Unite. In questi mesi di lavoro ho potuto conoscere la sua competenza e il suo equilibrio. Per questo sono onorato che abbia accettato l’incarico. Torniamo a lavoro dopo le feste natalizie con fiducia e con il desiderio di giungere presto ad una prima relazione da presentare al Premier Meloni e al collega Butti”.

Lo rende noto il sottosegretario all’Editoria, Alberto Barachini, dopo le dimissioni di Giuliano Amato.

Chi è Padre Paolo Benanti

Teologo e filosofo francescano, Benanti e’ membro del Comitato Onu di esperti sull’Artificial Intelligence sui possibili sviluppi delle “macchine intelligenti” e insegna Etica alla Pontificia Università Gregoriana.

In una recente intervista ai media vaticani, ricorda Adnokronos, Benanti, raccontando del suo incarico all’Onu, spiegava che tra i compiti c’è quello di “valutare i rischi, non solo per le ineguaglianze che possono aumentare, ma perché specialmente nelle ultime forme di Intelligenza Artificiale, come con la ChatGpt – abbiamo una macchina che è capace di “narrare”, capace di raccontare storie e le storie possono contribuire a formare l’opinione pubblica. Questa macchina può dunque essere utilizzata per scopi che non sono esattamente positivi, come quelli di aumentare l’odio sociale o creare nemici laddove non esistono. Una macchina che può influenzare così tanto l’opinione pubblica è chiaramente una macchina da guardare con molta attenzione, soprattutto da quegli organismi che hanno una volontà di collaborare a quella che è la pace globale o a un equo sviluppo”.

Benanti sottolineava poi il ruolo della Chiesa nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale: “La Chiesa si capisce come “esperta in umanità”. È un’istituzione che in quanto tale è presente ovunque. Raccogliere e offrire quella che è la vita dell’uomo oggi in tutte le sue grandi aspirazioni, i suoi sogni, ma anche in quelle che sono le sue fragilità e paure, è il primo terreno fertile sul quale la Chiesa offre una riflessione al mondo intero. Ormai dal 2020 il tema abita e tocca in più maniere le riflessioni anche nella Santa Sede. È chiaro che, come tutti i grandi temi, ha bisogno di maturare anche in questo incontro di questa ricchezza di umanità che viene dal basso, dalla presenza pastorale e da questa capacità di riflessione legata anche al Vangelo e alla riflessione teologica. Questa grande attenzione avviene in un momento in cui il Santo Padre ha voluto dare grande rilevanza ad alcuni temi globali, come la cura della Casa comune e la fraternità. Cura della Casa comune e fraternità potrebbero essere due delle grandi prospettive dove la Chiesa porta il suo contributo unico, originale e positivo a questo dibattito”.

“Non serve solo il contributo politico, non serve solo quello industriale. Questo contributo di umanità, di un’umanità che si trova a vivere in un ambiente, in una casa che è il nostro pianeta, e che si trova a vivere da fratelli è un contributo di “umanizzazione” dell’Intelligenza Artificiale, cioè di trasformazione del progresso in autentico sviluppo umano, di cui c’è tanto bisogno oggi”.