Drone fattorino: Amazon sceglie l’Italia

Condividi

Il nostro Paese sarà il primo in Europa a testare la consegna aerea dei pacchi. “Ambiente eccellente, con aziende all’avanguardia nell’aerospaziale”. I rischi della battaglia tra tecnologia e lobby della conservazione

LOBBY D’AUTORE – Prima Comunicazione, Ottobre-Novembre 2023

Mentre in Italia siamo immersi in infiniti dibattiti (e altrettanti disagi) sullo sciopero dei conducenti dei mezzi pubblici e dei tassisti, dagli Stati Uniti arriva una scossa nel mondo della mobilità che ci proietta improvvisamente nella fantascienza. Dopo dieci anni di investimenti e di lavoro preparatorio, a seguito del successo degli esperimenti già realizzati in Texas e in California, Amazon ha annunciato il lancio su larga scala di Prime Air, il nuovo servizio di consegna realizzato dai ‘droni fattorini’. Entro fine 2024, il gigante della distribuzione inizierà a consegnare i pacchi (più leggeri) mediante droni: entro un’ora il pacco sarà consegnato direttamente a casa da MK30, un nuovo modello di drone autonomo sviluppato dalla stessa Amazon. Saltando traffico, code e umanissimi conflitti.

Si tratta di un caso estremamente interessante, su molti fronti. Anzitutto perché l’Italia è stata scelta da Amazon come primo Paese nell’Unione europea nel quale far partire il servizio. “In Italia abbiamo trovato un ambiente eccellente per sviluppare il nostro progetto grazie alla presenza di aziende all’avanguardia nell’aerospaziale”, ha affermato David Carbon, vice presidente di Prime Air, secondo cui, inoltre, “le autorità competenti si sono dimostrate molto aperte e disponibili a questi nuovi sviluppi, accogliendo con entusiasmo i nostri sforzi”. Un riconoscimento importante al ruolo svolto dall’Ente nazionale per l’aviazione civile: “L’esperienza maturata dall’Italia sarà ispirazione e supporto per le operazioni in sicurezza nel resto dell’Europa”, ha commentato il presidente di Enac Pierluigi Di Palma, che ha rivelato di essere al lavoro su “un inedito protocollo di collaborazione che coinvolge, oltre Amazon, anche l’Easa, l’Agenzia europea per la sicurezza aerea, in coordinamento con le autorità governative, per favorire uno scenario regolamentare e tecnico per l’avvio delle operazioni”.

Questa vicenda ha la forza di ribaltare una serie di luoghi comuni sul nostro Paese, diffusi tanto a livello internazionale quanto al nostro interno, sul deficit di innovazione del nostro sistema imprenditoriale. E induce a una riflessione ulteriore: se e quando lo Stato (come regolatore o come arbitro) non pone ostacoli la tecnologia è la migliore arma contro le lobby della conservazione, che cercano di sfruttare la propria ‘forza’ organizzativa per pretendere condizioni di favore e per bloccare qualsiasi innovazione.
È puramente voluto qui ogni riferimento ai tassisti, che dopo Uber dovranno affrontare nei prossimi anni (almeno nelle grandi città) la sfida dei ‘droni-taxi’.

Rispetto a ogni salto tecnologico, peraltro, non è facile per il legislatore decidere quale strada imboccare. Ostacolare la diffusione dell’innovazione nell’interesse degli operatori già esistenti, o al contrario favorirla nell’interesse generale dei cittadini? E su un piano diverso, non intervenire lasciando che sia il mercato a decidere, oppure regolamentare la nuova tecnologia? Sono scelte delicate e complesse, perché possono determinare effetti molto diversi per le imprese del settore, i consumatori e la qualità della vita.

Lo dimostra, ad esempio, il caso dei telefoni cellulari, un ambito fondamentale per le nostre vite in cui Stati Uniti ed Europa hanno seguito strade differenti. Negli Usa il legislatore ha sostanzialmente scelto di lasciare ‘mano libera’ al mercato, evitando accuratamente di produrre normative di dettaglio su tecnologie, standard e servizi: il risultato è stato quello di far fiorire tre standard di trasmissione (Cdma, Tdma, Gsm), consentire la produzione di apparecchi di tutti i tipi, non avere uno strumento di riferimento come la sim card o simili. In Europa al contrario tutto è stato normato, dallo standard di trasmissione alla sim card. Risultato finale? Nell’Unione Europea il mercato dei cellulari si è sviluppato molto più che negli Stati Uniti, segnando l’ascesa di Nokia a discapito di Motorola, e consentendo a tutti gli operatori di concentrare gli sforzi nella stessa direzione.

Ostacolare lo sviluppo della tecnologia, come abbiamo visto anche nel caso di ChatGPT, è pura e pericolosa illusione. Ma è necessario regolamentarla per gestirne gli effetti e ridurne le esternalità negative. Sapendo che ci porterà anche la soluzione di quei conflitti con le lobbies della conservazione, che spesso la politica non è in grado di affrontare.

(Nella foto, il drone MK30 trasporterà pacchi con peso fino a 2,26 kg. È dotato di tecnologia per evitare ostacoli)