I fondi, soci nella società delle torri, hanno espresso al board il loro parere sul futuro dell’asset
A Viale Mazzini cresce l’attenzione su Rai Way, la società delle torri di cui il servizio pubblico è azionista di maggioranza ma potrebbe presto ridurre la sua partecipazione per reperire risorse per finanziare il nuovo piano industriale.
Secondo quanto riporta Ansa, i fondi Amber, Artemis e Kairos, soci di Rai Way, hanno scritto una lettera al cda Rai esprimendo le loro “perplessità” sulla possibile vendita sul mercato di quote della partecipata, chiedendo invece una fusione di quest’ultima con Ei Towers, “operazione di chiarissima valenza industriale” che garantirebbe una “maggiore valorizzazione” di Rai Way e un uguale “flusso finanziario”.
Il contenuto della missiva
“Laddove la Rai intenda realmente procedere in tal senso creerebbe, ad avviso di scrive, un pregiudizio non solo agli azionisti di minoranza di Rai Way, ma alla stessa Rai”.
“Ci sembra di comprendere che l’ulteriore riduzione della partecipazione in Rai Way sarebbe motivata dalla necessità di copertura finanziaria del piano industriale di Rai” ma, da parte degli analisti finanziari, “c’è piena evidenza” di “come tale flusso finanziario potrebbe essere ugualmente garantito, e con una maggiore valorizzazione della partecipata, attraverso il consolidamento industriale con Ei Towers”, scrivono i fondi, che già lo scorso 21 dicembre avevano incontrato i vertici di Rai Way per sollecitare una fusione con Ei Towers.
“Dopo anni di paziente attesa per un’operazione che ha una chiarissima valenza industriale”, si legge nella missiva, la vendita di una ulteriore quota di Rai Way “rappresenterebbe un chiaro segnale di disallineamento degli interessi dell’azionista Rai rispetto al resto degli azionisti ed anticipiamo che non parteciperemmo all’eventuale collocamento di azioni”.
Riflessi negativi
La vendita di un’ulteriore quota, creando un “pregiudizio” a soci di minoranza e alla Rai, farebbe “venire meno l’essenza dell’equity story di una società infrastrutturale come Rai Way, già da tempo penalizzata da una inefficiente struttura del capitale e dalla mancanza di chiarezza sulle prospettive strategico-industriali”.
Da un lato “avrebbe riflessi negativi” su una fusione con EiTowers, “in quanto ridurrebbe notevolmente la flessibilità negoziale di Rai con i soci di EiTowers nella definizione della nuova struttura di governance”. Dall’altro “sarebbe vista dagli investitori istituzionali come una decisione priva di senso strategico e prospettiva, dannosa per gli investitori stessi ed avrebbe l’effetto di allontanarli da Rai Way e, potenzialmente, dal mercato italiano in generale”.
Vantaggi per la fusione
Una fusione con Ei Towers creerebbe “maggior valore” per tutti in quanto “potrebbero essere valorizzate appieno le sinergie realizzabili con l’integrazione, creando il campione nazionale delle torri di trasmissione broadcasting ed allo stesso tempo rendendo maggiormente efficiente la struttura del capitale. Il tutto disegnato nell’ambito di un framework agreement che tuteli il servizio pubblico nonché la sua qualità e capillarità”.
“Anche in ragione della natura pubblica della società e degli inevitabili impatti reputazionali” i fondi invitano il Cda della Rai “a valutare in maniera accurata i vantaggi realizzabili con le varie opzioni a disposizione per la valorizzazione della partecipazione detenuta in Rai Way, al fine di evitare di prendere decisioni dettate più dall’urgenza che da una piena valutazione della soluzione in grado di creare maggior valore per gli azionisti tutti”, conclude la lettera.

















