Barachini: informazione bene primario. Contro l’Ai serve essere originali e creativi

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Ai 40 anni del Corriere dell’Umbria

“L’informazione non è un prodotto ma un bene primario. Come l’acqua che deve essere pulita, lontana dalla disinformazione e dalle fake news, fresca, aggiornata con un racconto sempre più reale”. A dirlo il sottosegretario all’editoria, Alberto Barachini, parlando a un appuntamento per i 40 anni del Corriere dell’Umbria.
“Le manipolazioni esistono e sono sempre più facili con la tecnologia e per questo siamo particolarmente attenti anche agli aspetti etici del processo che riguarda l’informazione” ha aggiunto.
“Penso che un quotidiano debba raccontare la realtà che evolve”, ha sottolineato ancora. Uscendo anche dagli schemi e dalla dittatura del mondo dei social deve raccontare i personaggi, le storie e gli artisti di oggi perché soltanto con questo obiettivo credo si possa riacquisire un ruolo, una reputazione”.

Barachini: governo impegnato per il supporto al pluralismo

In un passagio del suo intervento, Barachini ha anche parlato degli interventi messi in campo dall’esecutivo per il settore. “Il governo è impegnato per concretizzare il supporto al pluralismo informativo e nella legge di bilancio abbiamo confermato il sostegno al mondo editoriale”, ha ricordato. “Lo abbiamo fatto anche con la previsione di un regolamento che premi chi ad esempio assume giornalisti a tempo indeterminato” ha aggiunto. “Quindi potenziali criteri premiali per chi sviluppa e fa innovazione nel settore editoriale. Per le testate locali che non hanno i contributi diretti abbiamo mantenuto, faticosamente perché le risorse sono state esigue, il credito d’imposta per l’acquisto della carta (nella misura del 30 per cento delle spese sostenute per gli anni 2023-2024). Interventi comunque importanti per un settore che soffre”.

Edicole presidio fondamentale

Sul ruolo delle edicole, Barachini ha detto: “sono un presidio fondamentale in tutti i centri ma ancora più in quelli disagiati”. “Rappresentano veramente un punto focale della distribuzione dell’informazione”. “Non dobbiamo soltanto sostenere, come faremo, la sussistenza delle edicole, ma consentire che restino aperte anche la domenica, un tema critico perché molti preferiscono invece chiudere per non pagare il lavoro straordinario. Le edicole stanno soffrendo e chiudendo in molte città”.
“Oggi – ha rilevato Barachini – siamo di fronte a un momento epocale per la fruizione dei servizi e qualcuno parla di era del delivery e quindi per fare un paragone se il lettore non va all’edicola dobbiamo portare l’edicola dal lettore. Consentire che il quotidiano si trovi a disposizione in tutti i punti dove può incrociare il lettore, aumentando e facilitando la distribuzione dei giornali”.

Barachini: Ai rischio che incombe

Non poteva mancare un riferimento all’intelligenza artificiale. Barachini ha evidenziato la necessità “di ragionare sulle regole dell’innovazione”, parlando di “un pericolo, un rischio che incombe su tutti noi, quello dell’intelligenza artificiale”.
“E nei settori della creatività questo è particolarmente delicato” ha proseguito. “Ma se rimaniamo originali e creativi, nessuna intelligenza artificiale riuscirà a raccontare i territori e le presenze locali come può fare un quotidiano”. Il sottosegretario ha sottolineato l’importanza “dell’uscire dalle redazioni, dell’essere presenti costantemente sul territorio”. “Perché – ha detto – serve seguire gli eventi più importanti e difficili, magari anche le notizie meno drammatiche, per valorizzare l’identità di un territorio”.