“Per la difesa dei valori delle nostre democrazie. Per il diritto di Israele di difendersi”: domenica 21 gennaio, a Roma, alle 10,30, alla Sala Umberto di via della Mercede 50, verrà presentata l’associazione SetteOttobre. Nata all’indomani del feroce attacco di Hamas contro i kibbutz israeliani, l’associazione si propone di “combattere il negazionismo e le false notizie, perseguire l’esaltazione del terrorismo e dell’antisemitismo, contrastare le ideologie totalitarie, promuovere lo studio e la difesa delle radici e dei valori delle nostre democrazie”.
Tra i promotori Stefano Parisi, Anita Friedman, Daniele Scalise, Andrée Ruth Shammah, Luigi Mattiolo, Pier Luigi Battista, Ilaria Borletti, Claudio Pagliara, Christian Rocca.
All’evento del 21 gennaio, a cui ne seguirà un altro il 28 gennaio a Milano al Teatro Franco Parenti,
saranno presenti l’analista politico del think tank israeliano INSS Somfalvi, il direttore del canale arabo iNews24 e Alexandre del Valle, esperto di geopolitica dell’Ipag Business School di Parigi e della Luiss di Roma. “Ma ci saranno anche molti associati che spiegheranno le ragioni della loro adesione”, sottolinea Stefano Parisi, presidente di SetteOttobre, annunciando anche il lancio di un sito (www.setteottobre.com), su cui si possono trovare il Manifesto e lo statuto dell’associazione, oltre al modulo per aderirvi.
“Dal 7 di ottobre non si può più tornare indietro”, afferma Parisi, raccontando anche come è nata l’idea di SetteOttobre: “Mia moglie Anita, come le due mie figlie sono israeliane, il progrom di Hamas ci ha spezzato e ci siamo subito attivati, insieme ad alcuni amici, a cominciare da Daniele Scalise. A motivarci non è stato solo il dolore profondo per la violenza contro le donne, gli uomini e i bambini israeliani, ma la reazione incredibile che già il giorno dopo è arrivata da un pezzo dell’Occidente. Dopo quanto è successo 80 anni fa in Europa con la Shoah, è stato terribile vedere ancora così tante persone e tanti movimenti politici scegliere di schiersi contro Israele, un Paese libero e democratico, dove la gente scende in piazza per mesi contro il proprio governo, dove da anni si assiste a uno dei più grandi gay pride del mondo e che dà un apporto notevole allo sviluppo e alla modernizzazione del mondo. Ed è altrettanto orribile vederle appoggiare di fatto un regime che si caratterizza per il suo oscurantismo, la sottomissione delle donne, che ammazza gli omosessuali e preferisce investire milionate di dollari in armi piuttosto che nel miglioramento delle condizioni del suo popolo. E’ il segno che l’Occidente ha un problema e bisogna capire che cosa gli sta succedendo”.
Israeliani quindi senza colpe? “Nessuno difende Israele per gli errori che fa, ma è inconcepibile metterne in discussione l’esistenza”, risponde con forza Parisi. Israele ha il diritto di difendersi e le guerre che ha dovuto fare sono una risposta alle aggressioni. Sono 75 anni che Israele è sotto attacco ed inconcepibile che sembri normale che ci siano movimenti, come Hamas, o Paesi, come l’Iran, che parlano apertamente della sua distruzione, di ripulire quell’area dalla presenza degli ebrei”.
Come spiega il suo promotore, l’adesione all’associazione è andata oltre le previsioni. “Siamo nati da più di un mese e siamo quasi 300, la cui la maggioranza non è costituita da ebrei”, conferma. “Tenga presente che, essendo autofinanziati, chiediamo un contributo. Inoltre, gran parte dei soci si sono detti disponibili a dare una mano. E ciò dimostra che abbiamo risposto a un bisogno di chi cercava un ambito dove impegnarsi, perché preoccupato della forte crisi che l’Occidente sta vivendo con il crescente rischio che i nostri valori e la nostra cultura vengano spazzati via. La politica su questi temi, quando è presente è spesso ambigua oppure si rifugia nella retorica”.
SetteOttobre ha in cantiere una serie di progetti, oltre a una serie di incontri. “Dopo Roma e Milano ci presenteremo in altre città, a cominciare da Torino”, racconta Parisi. “Gia alcuni associati sono al lavoro per verificare che cosa c’è scritto sui libri di storia adottati nelle scuole e nelle università italiane: ci siamo accorti che alcuni raccontano in modo distorto la nascita di Israele. Vorremmo fare anche una ricerca per individuare dove ha origine questa sfiducia nei valori occidentali e parallelamente avviare un lavoro che metta in risalto come la Torah, la Bibbia ebraica, ispiri molti di questi valori: la libertà dell’uomo, la mancanza di dogmi, il valore dell’interpretazione e del libero confronto. Un set valoriale che non si rinchiude esclusivamente nella sfera religiosa ed esclude qualsiasi tipo di integralismo. Un’attività e tanti eventi che .
che cerchino di parlare non solo agli amici. Decisiva quindi la comunicazione, anche in network con le realtà che già esistono anche a livello internazionale, in Francia e negli Usa dove è nato 7.10”.











