Vergani, Wavemaker: Influencer? Sconsigliato il fai da te. Il caso Ferragni verrà dimenticato…

Condividi

Il ceo della più importante agenzia media italiana, facendo il punto sui numeri e le attività della struttura che guida, ha commentato anche l’attualità del mercato. Necessaria una maggiore professionalizzazione di questo ambito. Che però attualmente non pare soffrire alcuno scombussolamento…

Chiara Ferragni non tema per i suoi affari da influencer. Il suo redditizio lavoro nell’ambito del marketing e della comunicazione non è certo finito con il caso Balocco. Lo sostiene Luca Vergani, ceo di Wavemaker, la più importante agenzia media italiana, che può analizzare con sufficiente distacco la ‘crisi’ in corso. “Non abbiamo condotto alcuna attività con lei per alcuno dei nostri clienti – spiega il manager – e quindi questa situazione venutasi a creare non ci riguarda direttamente”.

Cosa sta succedendo al comparto e cosa accadrà alla Ferragni nei prossimi mesi? Vergani non prevede scossoni. “Non mi pare ci sia un particolare sussulto del sistema o il rischio di una frenata inattesa e pesante degli investimenti nell’influencer marketing. L’intervento dell’Agcom, che è arrivato quasi contestualmente con i casi Ferragni e Lucarelli, chiama in causa in maniera più generale la necessità di normare le attività di questa nuova leva della comunicazione. E siamo tutti contenti che l’indirizzo sia questo. Le aziende avranno un riflesso naturale a comportarsi con più attenzione, a cercare un supporto professionale: questo certamente non nuocerà a chi come noi offre servizi di consulenza professionale. In generale – continua il manager – quanto accaduto è una buona dimostrazione di come a certi livelli sia rischioso affidarsi al fai da te. Non sempre la scelta dell’influencer è quella più corretta. Si tratta di uno strumento valido ed efficace e, più in generale, quando si collabora con personaggi di un certo calibro, il rischio da calcolare – specie per certi brand – è quello di rimanere schiacciati sotto il peso di errori che, magari, chiamano in causa direttamente i personaggi e non la marca”.

Luca Vergani

Ma, come detto, il ceo dell’agenzia che vanta circa 2,3 miliardi di billing amministrato (nel 2022 secondo Recma, +10%) non vede troppe nubi all’orizzonte per le attività commerciali sul web della moglie di Fedez. “Deve avere pazienza, non aggiungere errori a quelli già fatti. Tra poco, al massimo sei mesi, se non lieviteranno i problemi legali collegati alla vicenda o emergeranno altri motivi di contestazione sui comportamenti seguiti, il caso verrà dimenticato. Non c’è dubbio che, prima di incorrere nello scivolone su pandoro e beneficenza, l’influencer Ferragni poteva vantare case history fenomenali in termini di miglioramento dei risultati di vendita dei prodotti spinti.”

Una realtà in crescita

Così ha commentato l’attualità Luca Vergani nel tradizionale appuntamento di inizio anno con la stampa. Il ceo ha ricordato che la struttura di GroupM e WPP che guida dispone di 5 sedi su tutto il territorio nazionale (Roma, Milano, Verona, Torino e Firenze) e ha in organico circa 450 persone, con 120 clienti seguiti per quello che riguarda il solo media e 160 se si guarda anche ad alcune delle attività allargate prestate. I ricavi di Wavemaker sono cresciuti più del mercato l’anno scorso e cresceranno ulteriormente in quello in corso.

Per il 2024 la stima di Wavemaker è di una crescita dell’adv in generale di oltre il 2,5%. In termini di contributo al business, nel bilancio di Wavemaker le attività ‘innovative’ pesano per il 50%, con una richiesta dei clienti sempre orientata a consulenza strategica, content, commerce e retail marketing.

Occhio a Netflix e Carrefour

I macro trend? L’apporto sempre più integrato di sistemi di intelligenza artificiale nei servizi offerti ai clienti rende meno pressante la ricerca di talenti extra sul mercato. Vergani sottolinea come – lato aziende – sia decisamente meno praticata e passata di moda la scelta di portare in-house certe attività del marketing e della comunicazione prima affidate ai consulenti esterni. Da registrare come paradigmatica e interessante, secondo Vergani, per il tipo di sinergie e logiche che può attivare sul terreno dei big data, l’alleanza fatta in Francia da Carrefour e Netflix.

Negli ultimi mesi Wavemaker ha messo a punto un’offerta di servizi dedicata alle pmi, “basata su moduli consuneziali customizzabili”. Nonostante l’idea non abbia ancora prodotto i risultati sperati Wavemaker, proverà a migliorarla e implementarla anche nei prossimi mesi.  

Nel 2023 l’agenzia ha fatto debuttare ‘The Attention Game’, una piattaforma, concepita da Wavemaker Italy e GroupM Italy in collaborazione con Kantar, che mira ad analizzare l’efficacia dei principali formati video pubblicitari pianificati nell’ecosistema digitale italiano. In ottica 2024, Wavemaker si propone di espandere ulteriormente il progetto, estendendo l’analisi ad altri formati pubblicitari.