Mark Zuckerberg (foto LaPresse)

Meta studia gli effetti del social sui minori. E in America sale l’attenzione politica sul tema

Condividi

Al congresso Zuckerberg & co. messi sotto pressione per la tutela dei più giovani

Meta ha avviato una collaborazione negli Stati Uniti con il Center for Open Science (Cos) per sviluppare un programma pilota che studi “argomenti relativi al benessere”, in particolare nell’uso dei social da parte dei minori.
Il progetto, spiega Ansa, raccoglierà, su base volontaria, dati per capire “come diversi fattori possono o meno avere un impatto sul benessere, così da creare azioni volte ad aiutare le persone”.

Meta più attento

Negli ultimi temi l’azienda guidata da Mark Zuckerberg, che gestisce Facebook, Instagram, WhatsApp e il nuovo social Threads, ha fatto diversi passi sul fronte della tutela dei più piccoli.
Lo scorso novembre ha aperto ai ricercatori indipendenti l’accesso alla Meta Content Library, un sito web con cui eseguire un’analisi più approfondita dei contenuti pubblici, utilizzando le informazioni anonimizzate dei vari social del gruppo.
Più recentemente, la holding ha annunciato l’implementazione di nuove restrizioni sulla messaggistica su Facebook e Instagram, che impediranno agli utenti sotto i 16 anni di ricevere messaggi da adulti che non seguono. In aggiunta, i tutori e i genitori potranno approvare o negare le modifiche apportate dagli adolescenti alle impostazioni di privacy predefinite.
L’azienda ha inoltre adottato diverse misure per limitare l’accesso dei minori a contenuti su autolesionismo, suicidio e disturbi alimentari.

Le pressioni della politica

Tutti cambiamenti arrivati di pari passo con l’aumento delle pressioni e delle accuse mosse a tutte le grandi piattaforme social dalla politica Usa.
Pochi giorni fa Il sindaco di New York ha apertamente bollato i social media come “una tossina ambientale”, “un pericolo per la salute pubblica”, preannunciando misure. La Florida si appresta a vietare per legge i social ai minori di 16 anni.
Da ultimo, in ordine di tempo, al congresso Usa, la commissione giustizia ha torchiato in audizione Mark Zuckerberg, insieme ai vertici di X, TikTok, Snap e Discord proprio guardando ai rischi delle piattaforme social per i bambini e gli adolescenti. Accusandoli letteralmente di “avere le mani sporche di sangue” e di rappresentare un pericolo non solo per la democrazia, ma anche per le vite umane.