Bandiera Ue (Photo by ALEXANDRE LALLEMAND on Unsplash )

Via libera dai Paesi Ue alle nuove regole sull’AI

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La riunione dei Rappresentanti Permanenti dei 27 (Coreper I) ha dato il libera all’AI Act, il nuovo sistema di regole dell’Ue sull’Intelligenza artificiale.
L’approvazione è arrivata dopo l’accordo politico raggiunto a dicembre. Ora dovrà essere votato dalle commissioni competenti mercato unico e libertà civili al Parlamento europeo il 13 febbraio, per poi essere approvato in via definitiva dalla plenaria presumibilmente nella sessione di aprile. Il regolamento dovrà infine essere ratificato dal Consiglio dell’Ue.

Cosa prevede

La proposta di regolamento, frutto di tre anni di lavoro, mira a garantire che i sistemi di IA immessi sul mercato europeo e utilizzati in Ue siano sicuri e rispettino i diritti fondamentali e i valori dell’Ue.
La normativa, la prima in materia al mondo, prevede una serie di obblighi a fornitori e sviluppatori di sistemi di IA a seconda dei diversi livelli di rischio identificati.

Il testo, inoltre, elenca una lista di pratiche vietate che include la raccolta non mirata di immagini del volto da Internet o da filmati di telecamere a circuito chiuso per creare database di riconoscimento facciale; e i sistemi di categorizzazione biometrica che utilizzano caratteristiche sensibili, come le convinzioni politiche, religiose e la razza. Il regolamento prevede, inoltre, una serie di salvaguardie e ristrette eccezioni per l’uso di sistemi di identificazione biometrica (Rbi) in spazi accessibili al pubblico a fini di applicazione della legge, previa autorizzazione giudiziaria e per elenchi di reati rigorosamente definiti. L’Rbi “post-remoto” verrebbe utilizzato esclusivamente per la ricerca mirata di una persona condannata o sospettata di aver commesso un reato grave. Il testo include infine misure a sostegno dell’innovazione e delle Pmi e un regime di sanzioni, con multe che vanno da 35 milioni di euro o il 7% del fatturato globale a 7,5 milioni o l’1,5% del fatturato, a seconda della violazione e delle dimensioni dell’azienda.

Cipolletta (Aie): Europa all’avanguardia

Plauso per il via libera è arrivato da Innocenzo Cipolletta, presidente Aie. “Con l’approvazione da parte del Coreper del testo dell’AI Act, si fa sempre più concreta la possibilità che l’Unione Europea si doti presto di una legislazione quadro sull’Intelligenza Artificiale rispettosa dei diritti dei cittadini e del diritto d’autore e che si pone all’avanguardia nel mondo”, ha detto.

Innocenzo Cipolletta (Foto LaPresse)
Innocenzo Cipolletta (Foto LaPresse)


“In questa occasione vogliamo ringraziare il governo italiano per aver sostenuto la richiesta degli autori e delle industrie culturali e creative perché fossero stabilite regole chiare sulla trasparenza delle fonti utilizzate dall’Intelligenza Artificiale per addestrare gli algoritmi.
La trasparenza, ha ribadito, è alla base della possibilità di analizzare criticamente gli output dell’Intelligenza Artificiale e, per chi detiene i diritti, di sapere quali opere sono utilizzate nello sviluppo di questi strumenti e scegliere così se autorizzarne o meno l’uso. Siamo ora fiduciosi per una rapida approvazione definitiva dell’AI Act”.

Butti: momento storico

Di un “momento storico” ha parlato nel suo commento Alessio Butti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’innovazione Tecnologica.

“L’approvazione all’unanimità dell’AI Act segna un momento storico per l’Unione Europea con il contributo determinante dell’Italia e del governo Meloni. Fin da quando l’Unione Europea ha iniziato a discutere di AI Act, l’Italia ha compreso l’importanza fondamentale di un quadro normativo chiaro e robusto per l’intelligenza artificiale. Il nostro obiettivo è stato quello di garantire che tutte le applicazioni di IA, inclusi i modelli generativi all’avanguardia, operassero all’interno di un sistema di regole che fosse sia semplice che rigoroso, in grado di tutelare i diritti dei cittadini e promuovere l’innovazione responsabile.

L’iter che ha portato all’approvazione dell’AI Act è stato complesso e ha richiesto una negoziazione serrata tra gli Stati membri. L’Italia ha sempre sottolineato la necessità di un approccio strutturato che prevedesse norme chiare e sanzioni per le violazioni e non semplici codici di autocondotta. Grazie alla nostra diplomazia e alla capacità di dialogo con gli altri paesi membri, in particolare con Francia e Germania, siamo riusciti a superare le divergenze, mantenendo una linea coerente con la posizione espressa fin dall’inizio.

Durante le trattative del trilogo, che hanno coinvolto la Commissione, il Consiglio e il Parlamento, abbiamo lavorato intensamente per costruire un consenso attorno a una posizione che salvaguardasse gli interessi di sicurezza, ordine pubblico e le prerogative delle forze dell’ordine, come ribadito il 15 dicembre alla vigilia del trilogo. Questa posizione ha trovato pieno sostegno all’interno del governo, confermando l’impegno dell’Italia a favore di un’IA responsabile e sicura.

L’approvazione unanime dell’AI Act da parte del Consiglio, in vista del voto finale dell’Europarlamento il 24 aprile, rappresenta una vittoria significativa per l’Italia e per l’Unione Europea nel suo insieme. Questo regolamento non solo stabilisce standard elevati per lo sviluppo e l’uso dell’intelligenza artificiale ma posiziona anche l’UE come leader globale nella regolamentazione di questa tecnologia fondamentale. L’Italia ha giocato un ruolo cruciale in questo processo, dimostrando la sua leadership e il suo impegno verso un futuro digitale sicuro, etico e innovativo.

Guardiamo ora al futuro, pronti a collaborare con gli altri Stati membri e le istituzioni europee per implementare efficacemente l’AI Act, consapevoli che questo è solo l’inizio di un percorso che vedrà l’intelligenza artificiale sempre più al centro delle nostre società e delle nostre economie. L’Italia continuerà a essere in prima linea in questo importante dibattito, promuovendo un’IA che sia al servizio dell’uomo e rispettosa dei valori fondamentali su cui si fonda la nostra Unione.”