Ai, Monsignor Paglia: politica in ritardo. Evitare l’algocrazia

Condividi

A luglio incontro dei capi religiosi a Hiroshima sul tema, partendo dalla carta ‘Rome Call for an AI Ethics’

Sull’intelligenza artificiale “il problema è la politica: a mio parere è in ritardo sulla prospettiva giuridica”.
Ad affermarlo monsignor Vincenzo Paglia, intervenendo all’incontro ‘Ci arriva anche un bambino. Crescere nel digitale: la rivoluzione dell’Intelligenza artificiale per i bambini e gli adolescenti’, promosso da Telefono Azzurro.
Dal suo punto di vista la politica deve fare il suo passo su scala globale. “Finora non l’ha fatto, come è stato per la bomba nucleare su cui c’è stato un accordo, come c’è stata una Parigi per il clima. E, per l’AI, “non può non esserci una Parigi, una Roma”, ha ribadito.
“Se non c’è un quadro giuridico che vada oltre i poteri sui data, ha spiegato, diventa un problema”.

AI Etica

Monsignor Paglia ha quindi raccontato l’impegno che lo vede coinvolto in prima persona con ‘Rome Call for an AI Ethics’. E’ “la carta etica per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, scritta non dal Vaticano, ma da me, dal presidente di Microsoft, dal presidente generale della Fao, e da David Sassoli”.
Il documento, ha raccontato, “aveva compreso fin dal 2020 il tema della autoregolamentazione delle aziende, quindi la responsabilità, è una carta che comprende tre livelli, etico, pedagogico, giuridico”.

“Questa carta è stata firmata da queste aziende, abbiamo coinvolto capi dell’islam e dell’ebraismo che hanno firmato nel gennaio scorso, stiamo preparando per luglio prossimo a Hiroshima un incontro di tutti i capi delle religioni mondiali perchè sia fortemente promossa. Nell’ottobre scorso l’hanno firmata più di 200 università sudamericane, la firmeremo con Confindustria italiana e mi auguro europea”.
“Abbiamo anche esortato la nostra presidente del Consiglio che ha parlato alle Nazioni unite in rapporto a questa carta di algoretica, la carta per evitare quella che noi chiamiamo l’algocrazia, il potere degli algoritmi, in questo senso io mi auguro che il G7 dia un impulso”, ha concluso.